Rohan Bopanna, numero uno nel doppio con la pancetta e le ginocchia logore

AGI – Non è solo una questione di titoli Slam e di record. Con i suoi 43 anni, la pancetta prominente e la barba già imbiancata, vincendo il suo primo Slam Rohan Bopanna è diventato il tennista più anziano incoronato numero uno del mondo. Ma anche il testimonial di tutti quelli che, superati gli anta, si ostinano a presentarsi in campo nonostante il fisico non sia piu’ quello di una volta. Magari scattando meno sulle palle corte, al grido di “tuaaa” rivolto al compagno.

Look what it means to @rohanbopanna and @mattebden

At 43, Bopanna has his FIRST Men’s Doubles Grand Slam title – and becomes the oldest to do so in the Open Era #AusOpen pic.twitter.com/qs0JlrkMO7

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January 27, 2024

A Bopanna, come ha raccontato scherzando, basta un “Tu, io non vado fin la'”. Il suo partner Matthew Ebden sapeva già che correre era affar suo, il contributo di Bopanna (e che contributo) sta nella strategia, nel tocco e ovviamente nel gioco al volo.

In singolare è stato numero 213

Specialista di doppio (questo Australian Open è stato il suo 61 Slam giocato, mentre in singolare il suo best ranking si è fermato alla 213 posizione), sei anni fa ha vinto il misto al Roland Garros con Gabriella Dabrowski ed era arrivato alla sfida per il titolo maschile allo US Open anche nel 2010 insieme al pakistano Aisam-ul-Haq Qureshi.

Rohan Bopanna with a speech after becoming the oldest man to win a Grand Slam title in the Open Era ❤️️#AusOpen pic.twitter.com/sF2dtFJ1QA

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January 27, 2024

I due, soprannominati “Indo-Pak Express” e portatori di un messaggio di pace fra due nazioni in costante conflitto per il controllo della regione del Kashmir, persero in finale contro i gemelli Bob e Mike Bryan ma furono insigniti del titolo “Campioni di pace” da “Peaceand Sport” organizzazione sotto il patronato del principe Alberto di Monaco.

Cartilagini ridotte a zero

Tanta classe, in campo e fuori ha dovuto vedersela con le articolazioni: Bopanna nella vita ha avuto parecchi infortuni alle ginocchia, che con la complicità dell’usura, gli hanno ridotto a zero le cartilagini. Per rimettersi in sesto si è affidato alla fisioterapista Rebecca e, sul modello Djokovic, ai bagni di ghiaccio, ma c’è stato un periodo in cui aveva pensato al ritiro.

Lo stop imposto dalla pandemia però gli ha fatto scoprire lo yoga (lyengar yoga per l’esattezza) al quale ha unito lunghe camminate, con sessioni da 90 minuti per quattro volte alla settimana che, ha spiegato, hanno miracolato le sue ginocchia, insieme a parecchio stretching. La pancetta e il fisico da lanciatore di coriandoli però sono rimasti. Ma per “braccio d’oro” Bopanna non sono un problema. E servono a farne il modello perfetto per i giocatori da circolo.