Roma-Kiev: la tela di Draghi, Cancellerie e dossier energia

AGI – Sulla missione a Kiev con il Cancelliere Scholz e il Presidente francese Macron permane il massimo riserbo ma la data probabile segnata in evidenza sull’agenda di Palazzo Chigi è quella di giovedì.

In uno scenario nazionale segnato, e non poteva essere altrimenti, dalle ricadute del voto amministrativo sui rapporti di forze dentro e fuori le alleanze, Mario Draghi, che dal primo pomeriggio di ieri è in Israele, tesse una tela che guarda invece alla crisi internazionale che impegna le Cancellerie.

Il presidente del Consiglio ha visto il Presidente israeliano, Herzog, e il ministro degli Esteri, Lapid, oggi sarà il turno del primo ministro, Bennet.

Il dossier principale della visita è quello dell’energia, a cominciare dal tema dello sviluppo di energie rinnovabili, come l’idrogeno, fino al progetto del gasdotto Eastmed, anche se ci sono diverse ipotesi sul campo per permettere all’Italia, con l’aiuto di Israele, di rafforzare una strategia che permetta di sottrarsi alla dipendenza dalla Russia.

A Gerusalemme c’è anche la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ma non sono previsti contatti con Draghi in vista del Consiglio europeo della settimana prossima.

Oltre al viaggio in programma nella capitale ucraina, Draghi sarà ad inizio luglio ad Ankara: con l’appoggio di Turchia e Israele punta a sbloccare la ‘guerra del grano’. Un’intensa attività diplomatica che incrocia le comunicazioni che Draghi farà in Parlamento il 21 giugno.

Nel governo si sottolinea la necessità di una linea comune sulla guerra, e si rimarca come dopo le amministrative l’obiettivo è ora quello di correre sulle riforme.

Di Ucraina ieri, a Parigi per un evento organizzato da Sciences Po con intellettuali e accademici di tutto il mondo, al fine di promuovere la proposta sulla Confederazione Europea e includere subito l’Ucraina e gli altri Paesi dell’Est e dei Balcani Occidentali nella famiglia europea, parla anche Enrico Letta.

Quella proposta, fanno notare dal Nazareno, ha già avuto il sostanziale endorsement di Macron e di una parte importante della stampa estera.

Non c’è tempo: bisogna spingere su tutti i canali e chiedere un dibattito pubblico europeo. Serve creare immediatamente la Confederazione proprio come si fece con il G20. Lasciare Kiev senza una risposta politica coraggiosa in un momento così delicato della guerra significa compromettere il ruolo dell’UE del futuro”, ha spiegato il segretario Pd.

E all’Ucraina ha guardato anche il Consiglio federale della Lega, che ha dato mandato ai capigruppo di Camera e Senato di lavorare a una risoluzione comune di maggioranza che “metta al centro il tema della pace, del cessate il fuoco e della risoluzione del conflitto”.