Scatta la ritorsione russa sul gas, tagli all’Europa

AGI – È scattata la ritorsione della Russia nei confronti dell’Europa sul fronte del gas che si è concretizzata in una diminuzione dei flussi senza alcuna giustificazione.

Gazprom ha tagliato le forniture verso Italia e Germania e di conseguenza verso l’Europa. La notizia ha fatto balzare le quotazioni europee dell’oro blu in rialzo del 17% a 113,4 euro/Mwh.

Il taglio delle forniture del 15% all’Italia

In mattinata Gazprom ha comunicato a Eni “una limitata riduzione delle forniture di gas per la giornata di oggi, pari a circa il 15%. Le ragioni della diminuzione non sono state al momento notificate”, ha riferito un portavoce di Eni interpellato dall’AGI aggiungendo che la società “sta costantemente monitorando la situazione”.
Il ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani ha sottolineato che “l’andamento dei flussi di gas è costantemente monitorato in collaborazione con gli operatori e che al momento non si riscontrano criticità”.
“Allo stato attuale sembra non sia stata fornita alcuna spiegazione per il taglio della fornitura di gas all’Italia da parte di Gazprom”, ha confermato il portavoce della Commissione europea, Tim McPhie.

Altra riduzione alla Germania via Nord Stream

Poco dopo il colosso russo dell’energia ha comunicato di aver ridotto ulteriormente la capacità del gasdotto Nord Stream a 67 milioni di metri cubi al giorno, di un ulteriore 33%. Ieri il gruppo russo aveva diminuito i flussi del 40% a 100 milioni di metri cubi dai 167 milioni che trasporta normalmente.

Per il ministro dell’economia tedesco Robert Habeck il taglio rappresenta una “decisione politica” e che comunque non c’è alcun problema di approvvigionamento per la Germania. Ieri Gazprom aveva attribuito il calo dei flussi alla “riparazione” delle unità di compressione, ma secondo il ministro tedesco “non è stata una decisione tecnicamente giustificabile”. 

Ue: al momento nessun rischio

Sempre il portavoce della Commissione Ue ha provato a rassicurare dicendo che “al momento non ci sono indicazione di rischi per l’approvvigionamento delle forniture” e “i livelli di riempimento degli stoccaggi di gas nell’Ue sono oggi sono intorno al 52-53%, al di sopra del livello dello scorso anno”.  Il tema dei tagli alle forniture di gas da parte del gigante russo Gazprom – ha spiegato una fonte Ue – verrà affrontato nella riunione di domani del Gas Coordination Group ovvero il gruppo di lavoro composto dagli alti funzionari delle autorità competenti degli Stati membri per la sicurezza dell’approvvigionamento, ma anche dell’agenzia europea Acer, e dell’organizzazione di categoria Entsog. 

Tabarelli: è una ritorsione, rallenta riempimento stoccaggi

Il taglio della Russia delle forniture di gas all’Europa è una ritorsione dopo le sanzioni adottate da Bruxelles. “Non possiamo pensare di fare l’embargo sul petrolio e sul carbone senza che la Russia poi prenda delle contromisure”, ha evidenziato all’AGI il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli spiegando che nella decisione di Mosca “possiamo vederci anche una certa delicatezza nel prendere queste decisioni perché se lo facesse a novembre o a dicembre sarebbe peggio. È  una conseguenza, non automatica ma comprensibile per quanto tragica, per noi e per la stessa Russia però fa parte del gioco delle parti in questo momento”. 

Con il taglio delle forniture di gas all’Europa la Russia rallenta il riempimento degli stoccaggi, ha aggiunto l’esperto di energia aggiungendo che “il riempimento degli stoccaggi stavano già procedendo in maniera rallentata. Sono bassi rispetto al rischio di interruzione per questo inverno, andiamo incontro a una situazione di rischio di forniture fra qualche mese e non abbiamo ancora le scorte piene. E’ grave e pericolosissimo”.