Sci, più turisti appassionati ma mancano i maestri

AGI – Il fatto che la scuola di sci di Trafoi, il paesino abbarbicato sulle montagne dell’Alto Adige al cospetto dell’Ortles che diede i natali, e dove vive tutt’oggi, il mito dello sci alpino Gustav Thoeni, abbia chiuso, testimonia la difficile situazione per reperire maestri di sci.

Un tempo quello del maestro di sci, successivamente in alcuni casi abilitato anche per lo snowboard, era una professione che rendeva economicamente, ambita da tanti ma realizzata da pochi (la selezione è molto lunga), e che permette di restare in contatto con la natura.

La stagione 2023/2024 è iniziata da una decina di giorni ed entrerà nel vivo tra due settimane con i primi arrivi dei turisti per le festività natalizie. Stando alle prenotazioni si preannunciano quindici giorni da record – almeno per le località più rinomate di Alto Adige, Veneto e Trentino – che gli addetti ai lavori faticano a ricordare una situazione analoga in passato. Numeri importanti nonostante i prezzi sia degli alloggi che soprattutto degli skipass siano aumentati rispetto alla scorsa stagione.

“Se guardiamo alle prenotazioni sarà un Natale e Capodanno con numeri importanti, mai visti cosi’ tanto stranieri ma ci sarà il problema di reperire i maestri di sci”, ammette parlando con l’AGI, Flavio Prinoth, direttore di una delle più grandi scuole di sci d’Italia (ora sono 140 maestri dopo aver sfiorato in passato quasi quota 200), quella di Selva Gardena e responsabile delle scuole di sci dell’Alto Adige.

“Durante le festività quello italiano è un buon cliente e, guardiamo alle prenotazioni, ci saranno tanti stranieri sulle montagne turisti da tante Nazioni, svizzeri, olandesi, persino argentini e gli americani sono triplicati ma con meno maestri disponibili sarà un problema”, dice Prinoth.

Circa il motivo della carenza di maestro, Prinoth spiega, “il nostro è un lavoro stagionale che si fa per 90 giorni e giovani d’oggi preferiscono avere il posto fisso, sabato, domenica e festività libere, non vogliono prendere freddo e poi c’è un problema di assicurazioni e responsabilità”. Il direttore della scuola dell’importante centro gardenese dice, “ad esempio nel piano dei maestri della mia scuola, i più giovani mi hanno già chiesto di avere libero il giorno di Capodanno per festeggiare il giorno prima”.

“In tanti comprensori sta diventando difficile trovare maestri. Mi riferisco dalla Val d’Aosta al Friuli Venezia Giulia, soprattutto in Alto Adige, Trentino e Veneto – analizza Prinoth -. Nel centro Italia la situazione è leggermente migliore anche perché oltre a esserci una minor affluenza, nella maggior parte dei casi oltre a essere maestri sono anche allenatori dei locali sci club”.

“È impensabile vivere solo con le entrate delle lezioni anche a fronte di un introito mensile che può arrivare a 2000-2500 euro – dice Flavio Prinoth -. I maestri più giovani in estate arrotondano facendo le guide di mezza montagna che sono molto richieste oppure quelle di mountain bike. Ci sono casi di giovani maestri che dopo essersi pagati gli studi, lasciano per iniziare la professione”.