Sfogliamondo: la prospettiva di una lunga guerra in Ucraina

AGI – La prospettiva di una lunga guerra in Ucraina comincia a comparire sulle prime pagine dei giornali internazionali. È il caso del Washington, che analizza i profili politico-militari di un simile scenario, e del Wall Street Journal, che si concentra su quelli economico-finanziari.

Nei titoli è pressocché unanime la sottolineatura della brutalità con cui le forze russe colpiscono la popolazione civile, bombardata mentre tenta di approfittare dei corridoi umanitari annunciati ma di fatto chiusi sotto una pioggia di bombe. Tanta è la determinazione di Mosca nel colpire i civili, che la Frankfurter Allegemeine Zeitung vi legge una volontà di pulizia etnica. Ecco la nostra carrellata sulle prime pagine.

Washington Post

Un governo ucraino in esilio e una lunga guerra di resistenza contro gli occupanti russi: questo lo scenario a cui si sta preparando l’Occidente secondo il Washington Post. A Washington e nelle capitali europee, si prevede “che l’esercito russo annullerà le sue prime perdite, ponendo le basi per una lunga e sanguinosa insurrezione” e “i modi in cui i Paesi occidentali sosterrebbero una resistenza ucraina stanno cominciando a prendere forma”.

Primo passo, “aiutare a stabilire e sostenere un governo in esilio, che potrebbe dirigere le operazioni di guerriglia contro gli occupanti russi”, perché “se gli Stati Uniti e i loro alleati scegliessero di sostenere un’insurrezione, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarebbe la forza fondamentale”, per mantenere il morale del suo popolo e dirigere la resistenza all’occupazione.

A quest’analisi strategica, il quotidiano ne accompagna un’altra, di taglio economico: le conseguenze della guerra “daranno un morso significativo alla ripresa economica globale quest’anno, con il maggiore impatto in Europa”, rileva il giornale, spiegando che “è probabile che anche un aumento dei prezzi del petrolio a oltre 110 dollari al barile e rinnovate interruzioni della catena di approvvigionamento, inclusi nuovi problemi per l’industria automobilistica, aggraveranno l’inflazione negli Stati Uniti, già ai massimi da 40 anni”.

Ma, “le conseguenze a lungo termine della guerra potrebbero essere più profonde” perché “anche prima che il presidente russo Vladimir Putin inviasse carri armati e missili verso l’Ucraina, anni di deterioramento delle relazioni Usa-Cina e il fallimento dei colloqui commerciali globali avevano bloccato una più stretta integrazione di finanza e flussi commerciali che era stata prevista durante il periodo di massimo splendore della globalizzazione”. Secondo diversi analisti interpellati dal ‘Post’, “è improbabile che ciò che verrà dopo rispecchi i blocchi distinti della Guerra Fredda”, il quadro è incerto ma quel che si prospetta è “una forma di globalizzazione meno completa di quanto non avessimo ambizioni”. L’Ucraina assorbe gran parte della prima pagina, dove trovano però spazio un servizio su come il Covid ha complicato l’accesso ai servizi di salute mentale e un articolo sul record di incidenti stradali mortali nell’area di Washington, ai massimi da 14 anni con un picco nei quartieri più poveri.

New York Times

“Inferiore per armamenti, l’Ucraina respinge l’attacco” è il titolo di apertura del New York Times che sceglie di puntare sulle forniture di armi a Kiev e mette in luce la capacità di resistenza mostrata dagli ucraini pur se la Russia dispone di un apparato militare e di dotazioni belliche più potenti.

“In meno di una settimana, gli Stati Uniti e la Nato hanno fatto passare oltre 17.000 armi anticarro, compresi i missili Javelin, oltre i confini della Polonia e della Romania, scaricandole da giganteschi aerei cargo militari in modo che potessero fare il viaggio via terra a Kiev, la capitale ucraina, e altre grandi città”, scrive il giornale, che segnala però anche il rischio concreto di un’interruzione di queste forniture perché “finora le forze russe sono state così occupate in altre parti del Paese che non hanno preso di mira le linee di rifornimento di armi, ma pochi pensano che possa durare”.

Un originale reportage da Leopoli racconta la disinformazione che tiene gran parte dei russi all’oscuro sulla realtà del conflitto. Gli ucraini assediati telefonano ai loro familiari che vivono in Russia, raccontano della tragedia e degli orrori della guerra, per sentirsi rispondere: “Ma quale guerra?”

Wall Street Journal

La prima pagina del Wall Street Journal è centrata sulla tragedia della popolazione ucraina: “Alte perdite tra i civili per gli attacchi” russi, dice il titolo di apertura, mentre in taglio centrale un reportage descrive la fuga dalle città “sotto bombardamenti letali”.

Più in basso, un focus sugli effetti macroeconomici della guerra: spinge l’inflazione al rialzo e questo inceppa ulteriormente la catena delle forniture, che ancora scontava rallentamenti dovuti al Covid. Ne faranno le spese tutti, imprese e consumatori: “Il conflitto sta mettendo sotto stress una catena di approvvigionamento globale già tesa e il suo impatto economico si farà probabilmente sentire sulle famiglie di tutto il mondo, nei supermercati, nei negozi e nella pompa di benzina. Mentre i costi più elevati richiederanno tempo per passare dai produttori ai consumatori, i dirigenti e gli analisti si aspettano che le ricadute della guerra peggioreranno l’inflazione già alimentata dalla carenza di beni e lavoratori”.

Qualche esempio: “i mercati del grano hanno recentemente raggiunto il massimo da 14 anni in previsione di una diminuzione del raccolto in Ucraina, che aumenterebbe i costi per nutrire il bestiame e il pollame di tutto il mondo”, “i prezzi dell’alluminio sono aumentati in previsione delle sanzioni alla Russia, uno dei principali fornitori del metallo utilizzato nelle lattine, negli aerei e nelle costruzioni”, “i prezzi del greggio sono aumentati del 25% la scorsa settimana e di conseguenza quelli della benzina negli Usa sono cresciuti alla poma di 43,7 centesimi di dollaro al gallone.

Financial Times

“L’Occidente valuta di mettere al bando il petrolio russo mentre Mosca intensifica il massacro in Ucraina”: con questo titolo, il Financial Times mette insieme la guerra economica di Usa e Ue contro la Russia e quella militare della Russia contro Kiev.

L’ipotesi di un blocco del greggio russo è stata anticipata ieri dal segretario di Stato americano, Blinken, e secondo Ft segnala una “svolta nella politica della Casa Bianca”, che finora si era mostrata contraria a ogni ipotesi di embargo petrolifero, temendone gli effetti sull’economia americana e globale, ossi difficoltà di approvvigionamento e aumento dei già galoppanti prezzi dell’energia. Il giornale della City riporta che l’idea è stata accolta tiepidamente, se non proprio freddamente, dal governo britannico, che la giudica troppo drastica. In risalto sulla prima pagina anche l’esodo di ucraini che si fa sempre più convulso e massiccio: già un milione e mezzo di persone sono fuggite e “l’Europa deve affrontare la più grande crisi di rifugiati dalla seconda guerra mondiale”.

The Times

“Fuga delle famiglie per la vita” è il titolo di apertura del Times che dà l’intera prima pagina a un lungo, drammatico reportage da Irpin, il sobborgo di Kiev martoriato dai bombardamenti russi. Ecco come comincia il pezzo dell’inviata Catherine Philp: “‘In arrivo, in arrivo’, il grido si alza lungo la strada verso il ponte fracassato e sfondato di Irpin. I civili che camminavano gettano da parte le loro valigie e i gonfi sacchetti di plastica e si tuffano sotto gli alberi per ripararsi mentre il colpo di mortaio russo atterra.

Dietro di loro, una famiglia di quattro persone è stata colta allo scoperto mentre i proiettili cadevano, nel mezzo di una strada piena di civili in fuga”. Nell’interno del giornale, da segnalare la valutazione dell’ammiraglio sir Tony Radakin, capo di stato maggiore della Difesa britannica, secondo cui le forze russe sono state “decimate” e non è inevitabile che Mosca riesca a conquistare l’Ucraina, dove “si è cacciata in un pasticcio”. Radakin contraddice anche la  ministra degli Esteri, Liz Truss, che aveva detto di sostenere i cittadini britannici decisi a recarsi in Ucraina per combattere come volontari contro gli invasori russi. “E’ illegale e inutile”, secondo l’ammiraglio.

Le Monde

La prima pagina di Le Monde è quella di ieri, perché il lunedì il quotidiano francese non esce, ed è costruita sulla minaccia atomica rappresentata dalla guerra: “Ucraina, doppio pericolo nucleare”, dice il titolo di apertura. Il giornale spiega che alla minaccia agitata da Putin si aggiunge quella delle centrali nucleari ucraine.

Un’analisi è dedicata ai “vent’anni di autoradicalizzazione di Vladimir Putin”. Il presidente russo, scrive il giornale, “fin dalla sua ascesa al potere ha considerato la strada del riavvicinamento con Washington, prima di convincersi della malignità degli Stati Uniti, che lavorerebbero per indebolire il suo Paese. In cambio, il padrone del Cremlino ha scelto la violenza, il revisionismo e la negazione”. In risalto anche un sondaggio, commissionato da Le Monde: la guerra sta rafforzando Macron, che ha acquistato vantaggio sui due candidati alla presidenza che lo inseguono più da presso, Marine Le Pen ed Eric Zemmour.

Le Figaro

L’Ucraina scivola nel taglio centrale della prima pagina di Le Figaro oggi, con un reportage dalla prima linea dove combatte l’ex presidente Petro Poroshenko e un titolo secondo cui “la Russia è sulla difensiva nella battaglia dell’informazione”. L’apertura è per le elezioni presidenziali, una scelta con cui il giornale sembra dare sostanza al suo editoriale di venerdì sul rischio che la guerra oscuri il dibattito elettorale.

“Davanti alle critiche, Macron fa il bilancio” dice il titolo di un articolo che riferisce diffusamente le critiche rivolte al presidente dai suoi competitori nella corsa all’Eliseo: “Mentre si moltiplicano i richiami a sostenere il capo dello Stato, i suoi avversari, malgrado la guerra in Ucraina, vogliono sottolineare gli scacchi del suo quinquennio”. Seguono dichiarazioni della candidata gollista Valerie Pecresse, della leader della destra Marine Le Pen, del populista Eric Zemmour

El Pais

Nel dodicesimo giorno di guerra, “La Russia è crudele con i civili”, titola in apertura El Pais che punta sul “fallimento del secondo tentativo di evacuare Mariupol” mentre “l’esercito russo raddoppia la sua offensiva contro Kiev e bombarda con intensità il sobborgo di Irpin”.

Intanto, i rifugiati ucraini sono già un milione e mezzo. Un articolo in prima pagina è dedicato alle divisioni della politica spagnola sull’invio di armi all’Ucraina: si accentua il solco tra i socialisti del premier Sanchez, che vogliono le forniture di armamenti a Kiev, e il partito di Podemos, che è contrario. Restando alla politica interna, il giornale pubblica un sondaggio da cui risulta che il neofranchista Vox è l’unico partito che guadagna consensi, tanto che ormai “tallona” i popolari.

Frankfurter Allgemeine Zeitung

La “disastrosa situazione umanitaria” in Ucraina è il tema centrale per la Frankfurter Allgemeine Zeitung che apre sul nuovo fallimento dell’evacuazione di Mariupol e sottolinea la rapidità con cui aumenta il numero dei profughi ucraini, già oltre un milione e mezzo. “Non c’è dubbio che la guerra in Ucraina sia rivolta specificamente alla popolazione civile. Intere città sono già state devastate”, scrive il quotidiano tedesco in un editoriale, in cui adombra un progetto putiniano di pulizia etnica, perché “i bombardamenti e le distruzioni ricordano i crimini di guerra in Siria e Cecenia” “i corridoi umanitari, come quello attuale di Mariupol, servivano non solo per il salvataggio, ma anche per l’espulsione ‘ordinata’” degli ucraini. Insomma, dice la Faz, “l’illusione della grande Russia di Putin ricorda anche la pulizia etnica nell’ex Jugoslavia”.

In un’analisi, il giornale riflette anche sul fatto che la guerra ha dato a Putin l’occasione per una stretta sui diritti civili, e soprattutto sull’informazione: “La Russia emersa dall’Unione Sovietica nel 1991 appartiene al passato. La sua storia si è conclusa con le leggi approvate venerdì, in base alle quali chiunque diffonda qualcosa di diverso dal resoconto ufficiale delle attività delle forze armate russe rischia fino a 15 anni di carcere. La Russia che esisteva prima dell’entrata in vigore di queste leggi non è mai stata una vera democrazia, ma è stato per molto tempo uno Stato che ha concesso molta libertà ai suoi cittadini”, rileva la Faz, secondo cui però “adesso è finita. Le leggi di venerdì cambieranno irrimediabilmente il regime”.

China Daily

Il titolo del China Daily sull’Ucraina è per i corridoi umanitari, ma la notizia di esteri più in evidenza sul giornale cinese lo sviluppo positivo nei negoziati sul nucleare Iraniano: Teheran e l’Aiea hanno concordato un piano di tre mesi “che nel migliore dei casi risolverà il problema a lungo in stallo delle particelle di uranio trovate in siti vecchi ma non dichiarate nel Paese, rimuovendo un ostacolo al rilancio dell’accordo nucleare iraniano”.

La prima pagina è dominata dalla sessione del Congresso nazionale del popolo, il parlamento cinese, dove il presidente Xi Jinping ha ribadito “la necessità di garantire la fornitura alla nazione di prodotti agricoli chiave, affermando che la Cina deve dare maggiore priorità al rafforzamento della sua capacità di produzione agricola e compiere sforzi incessanti per garantire la sicurezza del grano.

Quotidiano Del Popolo

La Cina comincia a essere preoccupata dalle conseguenze economiche della guerra in Ucraina, visto che il People’s daily, edizione in inglese dell’organo del Partito comunista cinese, ci fa un titolo: il prezzo del petrolio continua a crescere e “gli analisti si aspettano che il trend rialzista continui con la crisi ucraina in evoluzione, con il colpo dell’aumento dei prezzi che ha un impatto sui consumatori di tutto il mondo a causa dell’aumento dell’inflazione”, scrive il quotidiano.

Inevitabilmente, apertura sulla sessione di lavori del parlamento cinese e sull’intervento di Xi che ha sottolineato l’esigenza “di porre il miglioramento della capacità di produzione agricola globale in una posizione più importante” nella scala delle priorità e “di continuare gli sforzi per promuovere lo sviluppo di alta qualità della sicurezza sociale”.