Sfogliamondo: sulla stampa internazionale l’orrore dei bombardamenti sui civili

AGI – I bombardamenti russi che colpiscono i civili sono il filo conduttore che attraversa tutti i giornali internazionali: accento sulle vittime, ma anche sui profughi in fuga, sulle famiglie costrette a dividersi, nei racconti degli inviati dal fronte. Sulla stampa americana, a questo tema si fonde il discorso di Biden sullo stato dell’Unione, assente – per ragioni di fuso orario – dai quotidiani europei.

Il presidente americano ha parlato molto dell’Ucraina, affermando che Putin ha sbagliato i calcoli senza aspettarsi una compatta e ferma reazione dell’Occidente, ma si è anche soffermato sui rilevanti problemi di politica interna con i quali deve fare i conti nell’anno delle elezioni di metà mandato. Si distingue il Financial Times, unico a parlare di un’offerta di mediazione avanzata dalla Cina. Della quale, però, sui media cinesi non si parla. Ecco la carrellata sulle prime pagine.

Washington Post

“Si intensificano gli attacchi mentre la battaglia di Kiev attende” è il titolo di apertura del Washington Post che naturalmente dà ampio spazio al discorso di Biden sullo stato dell’Unione e al suo appello a un’unità nazionale che vada oltre quella imposta dalla guerra in Ucraina. Secondo il quotidiano, il presidente ha dato “una forte risposta alla grave crisi globale derivante dall’invasione non provocata dell’Ucraina da parte del presidente russo Vladimir Putin”, ma nel contempo ha affrontato i nodi più intricati della politica interna, ossia la agenda legislativa in stallo, la persistente pandemia e la spirale dell’inflazione. Su questo, Biden ha “cercato di placare le preoccupazioni degli americani”, promettendo che la sua “priorità assoluta è tenere i prezzi sotto controllo”. Il ‘Post’ si è divertito a contare 20 parole usate da Biden che non erano mai state pronunciate prima da nessun presidente in un discorso sullo stato dell’Unione, e che sono il segno degli eventi nuovi con cui l’amministrazione deve confrontarsi. Tra queste, oltre alle ovvie Covid, Kiev e all’acronimo Lgbtq, ad esempio soffocamento, vertigine, trauma: termini da tempi agitati. Il giornale riporta un ritratto di Putin tracciato dagli analisti dei servizi di intelligence americani ed europei, che lo dipingono come “un leader nervoso, alimentato dalla paranoia dopo aver sottovalutato la determinazione unitaria dell’Occidente”, e che può “avventarsi quando si sente alle strette”. In prima pagina anche le nomination per le elezioni in Texas assegnate ieri dai repubblicani al governatore uscente Greg Abbott e dai democratici a Beto O’Rourke.

New York Times

L’espressione disperata di una donna ucraina, stretta a due bambine nell’abitacolo di un’auto, e le tende di un campo profughi a Palanca, in Moldova: queste due fotografie campeggiano sulla prima pagina del New York Times, che mette così l’accento sulla tragedia della popolazione civile colpita dall’offensiva russa.  Nel titolo il giornale mette insieme gli sviluppi militari e il discorso sullo stato dell’Unione: “La Russia picchia sulle città con un più ampio attacco; Biden cerca di unire il mondo contro Putin”. Davanti al Congresso “in un momento difficile della storia moderna, Biden ha chiesto una resistenza unita per difendere l’ordine internazionale messo in pericolo dall’aggressione russa e ha avvertito gli oligarchi che sostengono il regime di Putin che i loro yacht di lusso e jet privati saranno sequestrati”, scrive il quotidiano in un lungo servizio che, ovviamente, mette in luce anche gli aspetti di politica interna del discorso presidenziale, con Biden che “ha tentato di per persuadere gli incupiti americani che il Paese sta facendo progressi impressionanti nel contenimento della pandemia di coronavirus e nella ricostruzione dell’economia”. In evidenza sulla prima pagina anche le contromosse rispetto ai prezzi del petrolio: ieri “sono aumentati vertiginosamente nel più netto balzo di un giorno dall’invasione russa dell’Ucraina la scorsa settimana, ma più di una ventina di Paesi hanno concordato martedì di rilasciare 60 milioni di barili di petrolio dai loro riserve di emergenza, con l’obiettivo di inviare il ‘messaggio forte’ che non ci sarà ‘nessuna carenza a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina'”, riferisce il Nyt.

Wall Street Journal

C’è un “mutamento tattico” che inasprisce l’attacco russo contro l’Ucraina, secondo il Wall Street Journal: “La Russia martella obiettivi civili”, titola in apertura il quotidiano finanziario ed evidenzia che la seconda città del Paese, Kharkiv, è sotto una gragnuola di razzi mentre la capitale Kiev si prepara a fronteggiare l’offensiva. Lo scopo è “demoralizzare la resistenza ucraina e riaccende la lenta avanzata militare” degli invasori. In questa nuova fase di bombardamenti “sanguinosi e indiscriminati”, racconta il Wsj, la vita della popolazione civile è diventata un incubo, e le giornate passano tra la ricerca del cibo che manca e gli ultimi addii di famiglie costrette a separarsi, con gli uomini che restano a combattere e le donne che si uniscono alla marea dei profughi in fuga verso la Polonia. Sul fronte economico, la guerra diffonde paura e sfiducia e le Borse pagano il conto con forti ribassi: ieri il Dow Jones ha perso 600 punti, mentre “compratori diffidenti prosciugano il mercato del petrolio russo” e il prezzo del greggio sale. In questo quadro, il discorso di Biden sullo stato dell’Unione è servito a “evidenziare la risposta coordinata degli Stati Uniti e degli alleati e a unire gli americani nella difesa della democrazia”. Il Wsj sottolinea in particolare il passaggio in cui Biden ha detto che Putin “ha cercato di scuotere le fondamenta del mondo libero, pensando di poterlo piegare ai suoi modi minacciose. Ma ha sbagliato i calcoli”. Significativamente tra il pubblico, nota il quotidiano, c’era l’ambasciatrice dell’Ucraina, Oksana Markarova, ospite delle first lady Jill Biden. Il gradimento del presidente resta però in discesa, ieri secondo l’aggregazione dei sondaggi pubblici di FiveThirtyEight, il tasso di approvazione si è attestato al 41,1%, a fronte del 53% di gennaio 2021.

Financial Times

Uno sviluppo diplomatico della crisi ucraina viene messo in risalto dal Financial Times, unico tra i giornali europei a farlo: “La Cina si offre nel ruolo di paciere”, titola il quotidiano della City a tutta pagina. La notizia è la telefonata tra il ministro cinese degli Esteri, Wang Yi, e l’omologo ucraino Dmytro Kuleba. Un colloquio seguito da una dichiarazione ufficiale in cui Pechino ha affermato di essere “estremamente preoccupata per le perdite tra la popolazione civile”, e che “l’Ucraina ha volontà di rafforzare le comunicazioni con la Cina e si aspetta che la Cina giochi un ruolo per un cessate il fuoco”. Nell’articolo, Ft segnala però che i cinesi rimasti bloccati in Ucraina sono diventati il bersaglio della rabbia degli ucraini. In prima pagina c’è anche un’analisi sull’andamento dei mercati: gli investitori, scrive Ft, “scommettono che la crisi ucraina rallenterà i passi della Bce e della Fed verso un rialzo dei tassi di interesse”.

The Times

Il Times insiste sui bambini sotto le bombe e come aveva fatto ieri pubblica in prima pagina una drammatica fotografia, oggi è quella di una bambina dal volto spaventato e disperato, in un campo di profughi ucraini al confine con la Polonia. “Partite adesso, avverte Putin mentre si prepara a bombardare Kiev”, è il titolo che richiama l’attenzione su due dati: 15.000 soldati russi assediano la capitale ucraina, centinaia di migliaia di persone sono in fuga verso le frontiere. Il quotidiano dedica anche un titolo al miliardario russo Roman Abramovic, padrone tra l’altro della squadra di calcio del Chelsea, che sta vendendo le sue proprietà immobiliari a Londra per evitare che finiscano congelate nella stretta delle sanzioni economiche britanniche.

Le Monde

Civili ucraini che resistono sotto le bombe, civili russi sospinti sull’orlo della miseria: questo il quadro che sbalza Le Monde sulla prima pagina. “La Russia isolata, Kiev attende l’attacco”, dice il titolo di apertura che regge i servizi sull’Ucraina in cui il quotidiano sottolinea che i russi “sono a caccia di denaro liquido mentre il rublo perde il 14% contro il dollaro a causa delle sanzioni”, e riporta le dichiarazioni del ministro francese dell’Economia Bruno Le Maire secondo cui le misure provocheranno “il crollo dell’economia russa”. Tuttavia, il giornale segnala un’incrinatura sul fronte delle società petrolifere che stanno abbandonando le joint venture in Russia: è quella rappresentata dalla francese Total, che “vorrebbe proseguire le sue operazioni”. Le Maire ne discuterà con i vertici dell’azienda. Sul terreno, intanto, l’avanzata delle truppe di Putin deve fronteggiare la resistenza ucraina di inattesa tenacia.

Le Figaro

Tutta centrata sugli sviluppi militari l’apertura di Le Figaro: “Putin cinge d’assedio Kiev”, titola il giornale, che evidenzia l’intensificazione dell’offensiva russa con la confluenza di una massiccia colonna di mezzi verso la capitale ucraina, dove sono state colpite la torre della televisione e diverse zone residenziali. Il servizio è rafforzato da un’analisi di Michel Goya, colonnello della fanteria di marina francese ma anche storico e autori di trattati di teoria militare: la sua previsione è quella di uno “scenario siriano”, nel senso di un lungo conflitto in cui le truppe russe, come quelle di Assad in Siria, saranno impegnate dalla resistenza in una logorante guerriglia. Un servizio rimarca come Macron si sia tuffato nella “battaglia diplomatica” mentre la guerra ha “eclissato” la campagna per le presidenziali.

El Pais

El Pais si unisce ai molti giornali che mettono in rilievo gli attacchi contro la popolazione ucraina: “Putin spara contro i civili”, dice efficacemente il titolo di apertura. Il giornale rimarca l’intimazione rivolta agli ucraini dal leader del Cremlino perché fuggano prima che cominci l’offensiva contro Kiev. In un editoriale il quotidiano spagnolo riflette anche sulla minaccia nucleare lanciata da Putin e si chiede quanto effettivamente sia disposto a usare l’arma atomica, mentre in un altro commento lancia la proposta di “un tribunale internazionale” per processare Putin. In prima pagina anche la politica interna, con le vicende partito popolare: la presidente della comunità di Madrid, Isabel Diaz Ayuso, uscita vincitrice dallo scontro frontale con il leader Pablo Casado, spinto alle dimissioni, adesso va in cerca di vendette e chiede espulsioni facendo così saltare i laboriosi tentativi di ritrovare l’unità interna dopo le lacerazioni seguite al voto regionale in Castiglia e Leon.

Frankfurter Allgemeine Zeitung

“Attacchi aerei contro le città ucraine” e “crescita della paura della Russia in Europa orientale”, specie in Lituania e Moldova sono i titoli che risaltano sulla prima pagina della Frankfurter Allgemeine Zeitung, che ha intervistato la premier lituana Indrida Simonyte e ne ha raccolto la richiesta di “vera deterrenza e veri piani di difesa” rivolta alla Nato: senza giri di parole, la premier ritiene necessario che l’Alleanza atlantica schieri più truppe nel suo Paese. “Speriamo di non essere i prossimi”, afferma Simonyte. Il giornale dedica ampio spazio anche al dibattito acceso dalla guerra nella politica tedesca sull’opportunità di reintrodurre in Germania il servizio militare obbligatorio. Spd e Cdu sono per il sì, altri partiti sono più cauti: “È gratificante che non ci siano ostacoli alla discussione. Ma non c’è dubbio che le forze armate tedesche siano state finora trascurate. Con molta energia e per anni, i politici hanno cercato di scacciare qualsiasi tradizione dalle forze armate tedesche, le cui radici affondano prima della fondazione della Bundeswehr”, sottolinea il giornale evidenziando in un editoriale come dal dopoguerra a oggi la Germania abbia tenuto un profilo basso nel settore Difesa.

China Daily

La Cina “sollecita Russia e Ucraina a trovare una soluzione negoziale”, titola il China daily, che non pompa troppo la disponibilità cinese a una mediazione, valorizzata invece dal Financial Times. Il quotidiano cinese, nel riferire della telefonata tra il ministro degli Esteri Wang Yi e il collega ucraino Dmitro Kuleba, ribadisce che Pechino ha sull’Ucraina “posizione aperta, trasparente e coerente”, poiché “sostiene sempre che la sovranità e l’integrità territoriale di tutti i Paesi dovrebbero essere rispettate”. Wang, prosegue il giornale, “ha affermato che la Cina si rammarica profondamente per lo scoppio di un conflitto tra Ucraina e Russia ed è estremamente preoccupata per i danni ai civili, aggiungendo che la priorità immediata è cercare di disinnescare la situazione e impedire che il conflitto si intensifichi o addirittura riesca a uscirne. di controllo”. Inoltre, il ministro cinese ha chiesto alla controparte ucraina di “proteggere la sicurezza dei cittadini cinesi in Ucraina”. Un larvato riferimento all’insofferenza manifestata dagli ucraini nei confronti dei cinesi rimasti bloccati nel Paese.

Quotidiano Del Popolo

Di eventuale mediazione della Cina tra Russia e Ucraina non parla il People’s daily, edizione in inglese dell’organo del Partito comunista cinese, preoccupato invece di smentire “alcuni media occidentali come la CNN e il New York Times che hanno ipotizzato che la risposta della Cina alla crisi ucraina ‘potrebbe mettere in pericolo i suoi cittadini’ e alcuni che hanno persino sostenuto che la Cina ‘’lasci i cittadini bloccati in Ucraina’, esagerando e distorcendo una scala molto ridotta di commenti online sui social media cinesi secondo cui ‘applaudire l’invasione della Russia’ ha portato a un sentimento negativo tra gli ucraini”. Al contrario, scrive il giornale, “in una delle più grandi evacuazioni di cittadini cinesi della storia, l’ambasciata cinese in Ucraina ha già organizzato la partenza di circa 2.300 concittadini dal Paese in soli due giorni. La stragrande maggioranza degli sfollati, circa 2.200, ha viaggiato in autobus scortati dal personale dell’ambasciata e dalle forze di polizia locali per garantire un’uscita sicura e veloce verso i paesi vicini, mentre il resto è andato in treno, ancora una delle vie di uscita più sicure oltre alla strada”. L’apertura, comunque, è per il discorso di Xi Jinping alla scuola per i quadri del partito, dove “ha esortato i giovani funzionari a rafforzare i loro ideali e convinzioni, a sviluppare e mettere in pratica una giusta prospettiva sulle loro prestazioni e a lavorare duramente per le cause del Partito e del popolo”.