Si ritira El Juli, da enfant prodige a mito della tauromachia

AGI – Julian Lopez Escobar, detto El Juli, fra i toreri più famosi del mondo, dice addio a 41 anni alle arene. Oggi alla Maestranza di Siviglia si celebrerà l’ultima corrida di congedo del celeberrimo matador, che ieri ha detto addio agli aficionados madrileni in un altro tempio della tauromachia, Las Ventas, dove gli sono state concesse le due orecchie del quinto toro ed è stato portato “a hombros”, in un’uscita trionfale.

Una carriera cominciata giovanissimo, per una vocazione che lo vedeva già a due anni simulare la faena manovrando un asciugamano, come avrebbe raccontato il padre. Il suo, come lui stesso ha scritto su Instagram, è stato un percorso “duro e difficile” ma illustre, che l’ha portato da ragazzo prodigio a diventare uno tra i maggiori matador degli ultimi decenni.

“Un piccolo genio, sapeva già tutto”

Nato a Madrid il 3 ottobre 1982, El Juli è figlio d’arte: il padre è stato un novillero, ossia un torero che scendeva nell’arena con i giovani tori, finché nel 1970 una ferita pose fine alla sua attività. Trasmise la passione al piccolo Julian che per la prima comunione, quando aveva otto anni, ebbe il permesso di toreare una vaquilla.

Entrò a dieci anni nella scuola di tauromachia di Madrid, dando grandi soddisfazioni ai suoi insegnanti: Gregorio Sanchez, all’epoca direttore della scuola, assicura che non era necessario “dare alcun consiglio a questo piccolo genio. Sapeva già tutto”.

Un esordio troppo precoce

Ansioso di misurarsi nella professione, El Juli esordì troppo presto: nel 1997 il direttore delle arene francesi di Nimes, Robert Pilés, fu condannato a un’ammenda di 10 mila franchi per avergli permesso di toreare nel settembre 1995, a 16 anni, senza avere l’età legalemente richiesta. El Juli fu sospeso dalle plazas de toros di Francia e Spagna e partì per il Messico, dove il suo talento ne fece una superstar. Scoppiava la “Julimania”.

Al ritorno in Europa prese “l’alternativa”, ossia celebrò la cerimonia di passaggio da novillero a torero nel 1998 a Nimes. L’anno seguente battè il record per numero di corride: 135. Guadagnando, si stima, qualcosa come 66 milioni di franchi – circa 10 milioni di euro – a 17 anni in quella sola stagione.

El Juli ha rischiato a più riprese, e lo ha ricordato lui stesso a luglio scorso ringraziando i medici nelle cui mani è finito diciotto volte per ferite più o meno importanti riportate nel ruedo. In particolare, ad aprile 2013 soffrì una grave cornata nella coscia destra a Siviglia.

Secondo il direttore delle arene di Madrid, Francais Simon Casas, El Juli si è distinto non solo per “il suo impegno e il suo coraggio ma soprattutto per la tecnica fuori del comune”, trovando “la risposta a ogni problematica posta dai tori”. “Sin da giovanissimo”, ha detto ad Afp, “questo talento superdotato aveva l’intuito dell’animale. Lascia all’apice della gloria. Pochissimi sono i toreri che hanno avuto una carriera altrettanto lunga restando fra i primi cinque. Bisogna sapere quando smettere”.