Sono almeno 64 le vittime del terremoto in Giappone

AGI – Il terremoto di magnitudo 7,6 che ha colpito lunedì la costa occidentale del Giappone centrale ha provocato almeno 64 morti, secondo l’ultimo aggiornamento riferito oggi dalle autorità locali. Le ricerche continuano. In città come Wajima, Noto o Suzu, tutte vicine all’epicentro del terremoto, i comuni stanno ancora cercando di quantificare gli edifici e le strutture crollate.

A Suzu, “circa il 90% delle case è stato completamente o parzialmente distrutto”, secondo il sindaco Masuhiro Izumiya, sentito dall’agenzia di stampa nazionale Kyodo. I comuni di Wajima e Suzu contano ciascuno 24 morti e il numero totale dei feriti gravi nell’intera regione ammonta ora a 22

A powerful 7.6 magnitude earthquake struck Japan’s west coast near Ishikawa, causing dozens of building to collapse. A tsunami warning has been issued, urging coastal residents in the region to evacuate. pic.twitter.com/xY1la5ikva

— CBS News (@CBSNews)
January 1, 2024

Il Giappone occidentale ha subito inoltre una nuova scossa di assestamento di magnitudo 5,5 sulla scala Richter, intorno alle 10:54 ora locale (2:12 Gmt) e a una profondità di 10 km con epicentro nella penisola di Noto, nella prefettura di Ishikawa, come il terremoto di lunedì, secondo l’Agenzia meteorologica giapponese (Jma), che non ha emesso l’allarme tsunami.

Danni lievi alla centrale di Shika

La centrale nucleare di Shika, nel Giappone centrale, ha registrato un innalzamento del livello del mare di tre metri e ha rilevato lievi danni a una delle pareti che proteggono uno dei suoi reattori dall’arrivo degli tsunami: lo ha riferito la rete Nhk. Dato che martedì mattina la società operativa Hokuriku Electric Power ha annunciato di non aver rilevato fluttuazioni significative nel livello dell’acqua, un’analisi effettuata di notte lo stesso giorno ha rivelato che un contatore installato vicino alla presa dell’acqua di mare utilizzata per raffreddare l’impianto ha registrato un innalzamento del livello del mare.

Questi livelli si sono verificati circa un’ora e mezza dopo il terremoto di magnitudo 7,6 che ha avuto epicentro nella penisola di Noto – circa 80 chilometri a nord-est di dove si trova l’impianto – e hanno portato all’attivazione di un’allerta tsunami per 18 ore. Durante quest’ultima ispezione, l’azienda ha anche scoperto che un muro alto circa quattro metri, installato nel 2011 per proteggere il reattore 1 (uno dei due di questa centrale, fermo da quasi 13 anni) si inclinava di diversi centimetri.

Il terremoto ha danneggiato le linee di due trasformatori utilizzati per fornire elettricità ai sistemi di raffreddamento dei due reattori, anche se la società afferma che entrambe le unita’ ricevono energia da generatori diesel con carburante sufficiente per funzionare per altri cinque giorni.