Sono in aumento i comuni rurali premiati con le Spighe Verdi

AGI – Dopo le Bandiere Blu assegnate alle località costiere (mare, laghi) e agli approdi turistici per la loro capacità di rispettare l’ambiente, ecco il turno delle Spighe Verdi 2022 per i Comuni rurali italiani per l’altrettanta virtuosità in fatto di sostenibilità ambientale, che significa cura del territorio, presidiandolo e assicurando una corretta gestione ambientale, turistica, culturale ed enogastronomica.

Quest’anno sono 63, in 13 regioni, contro le 59 del 2021, e sono state annunciate questa mattina in conferenza telematica con i sindaci vincitori. Il Piemonte è la regione con il maggior numero, 10. Sono 7 i nuovi ingressi nella speciale classifica, mentre 3 i Comuni non confermati.

Ad assegnare le Spighe Verdi è la Fee – Foundation for Environmental Education, l’organizzazione che rilascia nel mondo il riconoscimento Bandiera Blu per le località costiere.

Quest’altro riconoscimento è pensato per guidare i Comuni rurali, passo dopo passo, a scegliere strategie di gestione del territorio in un percorso virtuoso che giovi all’ambiente e alla qualità della vita dell’intera comunità che vi risiede e lavora.

Per portare i Comuni rurali alla graduale adozione dello schema Spighe Verdi, la fondazione Fee Italia ha condiviso con Confagricoltura un set di indicatori in grado di fotografare le politiche di gestione del territorio e indirizzarle verso criteri di massima attenzione alla sostenibilità.

Spighe Verdi va letto quindi come un efficace strumento di valorizzazione del patrimonio rurale italiano, ricco di risorse naturali e culturali, anche in un’ottica di occupazione.

Affinché il programma raggiunga il massimo del risultato, sono necessari due elementi essenziali: la volontà dell’Amministrazione comunale di iniziare un percorso di miglioramento e la partecipazione della comunità e delle imprese, in particolar modo quelle agricole, alla sua realizzazione. 

L’iter procedurale, certificato Iso 9001-2015, ha guidato la valutazione delle candidature, permettendo alla commissione di valutazione il raggiungimento del risultato finale.

Nel gruppo di lavoro è stato importante il contributo di diversi enti istituzionali, tra i quali il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, il ministero per il Turismo, il ministero della Transizione ecologica, l’Ispra e Confagricoltura.

Tra gli indicatori presi in considerazione ci sono la partecipazione pubblica, l’educazione allo sviluppo sostenibile, il corretto uso del suolo, la presenza di produzioni agricole tipiche, la sostenibilità e l’innovazione in agricoltura e la qualità dell’offerta turistica.

E ancora: l’esistenza e il grado di funzionalità degli impianti di depurazione, la gestione dei rifiuti con particolare riguardo alla raccolta differenziata, la valorizzazione delle aree naturalistiche eventualmente presenti sul territorio e del paesaggio; la cura dell’arredo urbano e l’accessibilità per tutti senza limitazioni.

Indicatori che guidano il programma e che – viene sottolineato da Fee Italia – saranno suscettibili di variazioni, in un’ottica di miglioramento continuo e di massimo coinvolgimento dei Comuni italiani.

Tra gli indicatori, confermato anche quest’anno ‘AGRIcoltura100’, realizzato da Confagricoltura e Reale Mutua che premia le aziende sostenibili. Spighe Verdi si basa sull’esperienza trentennale di Fee, presente in 77 Paesi, nella gestione del programma internazionale Bandiera Blu, un eco-label volontario assegnato alle località turistiche balneari.

È evidente che l’agricoltura abbia un ruolo prioritario nel programma Spighe Verdi, poiché è qui che si ritiene debba avvenire la vera rivoluzione culturale. Da questa necessità nasce la collaborazione con Confagricoltura e gli altri partner istituzionali.

“Anche quest’anno registriamo un incremento nel numero di Comuni che hanno ottenuto le Spighe Verdi, con 7 nuovi ingressi – dichiara Claudio Mazza, presidente della Fee Italia – un segnale che mostra chiaramente la decisa volontà di amministratori e cittadini di farsi trovare pronti davanti alle sfide che la transizione impone.

Spighe Verdi è un programma ‘che chiama all’azione’, che chiede un impegno continuo e radicale a ciascun cittadino o imprenditore o amministratore del territorio, ciascuno chiamato a fare la propria parte sui temi e sui tempi della sostenibilità, in un circolo virtuoso di azioni necessarie e interconnesse tra loro”.

Per il presidente di Fee Italia, “in un momento in cui le amministrazioni sono chiamate a confrontarsi anche con calamità naturali, brusche variazioni climatiche, emergenze ambientali e sanitarie, un Comune certificato Spiga Verde possiede certamente una modalità di lavoro e di gestione del territorio, in cui tutti sono protagonisti di buone pratiche ambientali e comportamenti virtuosi che non solo fanno la differenza ma che nel tempo rendono possibile quel cambiamento culturale di cui abbiamo bisogno”.

Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, sottolinea l’aumento anche quest’anno del numero dei Comuni candidati a Spighe Verdi: “il premio attesta la capacità del settore, che ha contribuito a conservare e valorizzare i comuni a forte vocazione agricola, come attrazione turistica, culturale ed enogastronomica.

Realtà ‘verdi’ in grado d’innovarsi, di essere attente alla sostenibilità e alla cura del territorio, presidiandolo e assicurando una corretta gestione ambientale, turistica, culturale ed enogastronomica, tanto da meritarsi questo importante riconoscimento”.

È, dunque, il Piemonte a ottenere il maggior numero di riconoscimenti con 10 Spighe Verdi: Alba, Bra, Canelli, Centallo, Cherasco, Guarene, Monforte d’Alba, Pralormo, Santo Stefano Belbo, e Volpedo. Subito dopo le Marche, con 9 località premiate: Esanatoglia, Grottammare, Matelica, Mondolfo, Montecassiano, Montelupone, Numana, Senigallia, Sirolo.

Aumentano i riconoscimenti in Puglia con 8 Comuni Spighe Verdi: Andria, Bisceglie, Castellaneta, Carovigno, Ginosa, Ostuni, Pietramontecorvino, Troia. Segue la Toscana con 7 riconoscimenti: Bibbona, Castellina in Chianti, Castiglione della Pescaia, Castagneto Carducci, Fiesole, Grosseto, Massa Marittima.

Con 7 localita’ segue la Calabria: Belcastro, Crosia, Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Santa Maria del Cedro, Sellia, Trebisacce. Arriva a 5 il numero delle Spighe Verdi in Umbria: Deruta, Montefalco, Norcia, Scheggino, Todi. Sono 5 le località del Lazio: Canale Monterano, Gaeta, Pontinia, Rivodutri, Sabaudia. Anche la Campania ottiene 5 riconoscimenti: Agropoli, Ascea, Capaccio Paestum, Massa Lubrense, Positano.

Il Veneto vanta due località: Montagnana e Porto Tolle. Anche in Liguria i Comuni sono due: Lavagna e Sanremo. Vi è un Comune rurale Spiga Verde in Abruzzo, è quello di Tortoreto, in Emilia-Romagna con Parma, in Lombardia con Sant’Alessio con Vialone.

I 7 nuovi Comuni rurali assegnatari delle Spighe Verdi sono Ascea (Campania), Crosia (Calabria), Ginosa (Puglia), Norcia (Umbria), Pietramontecorvino (Puglia), Sanremo (Liguria) e Scheggino (ancora Umbria). I 3 non confermati sono Gioia dei Marsi e Giulianova, entrambi in Abruzzo, e Ragusa (Sicilia).