Stallo delle trattative, tempi più lunghi per il governo Sanchez

AGI – È stallo in Spagna nei negoziati per la formazione del nuovo governo a guida Pedro Sanchez. Le trattative tra la delegazione del partito indipendentista catalano guidata da Carles Puigdemont, e i socialisti, che vanno avanti da mercoledì a Bruxelles, si sono bloccate. Il nodo resta la legge per l’amnistia. E da quanto trapela potrebbe non essere sciolto a breve.

Fonti di entrambi i partiti affermano che i colloqui continuano, che esiste una “possibilità di accordo”, ma che l’intesa non sembra immediata a causa della “complessità” giuridica del patto. Il segretario generale di Junts, Jordi Turull, ha escluso la possibilità che l’accordo venga chiuso nelle prossime ore, come vorrebbe il PSOE, e ha avvertito che “stanno arrivando ore e giorni di grande pressione”.

Ieri intanto i socialisti si sono assicurati l’appoggio dell’altra formazione indipendentista catalana, i repubblicani dell’Erc: con il sostegno dell’ERC e quello della piattaforma di sinistra Sumar, oltre ai voti già acquisiti dei baschi di PNV e di EH Bildu e dei nazionalisti galiziani del BNG, a Sanchez manca l’ultimo miglio, ovvero chiudere l’intesa con Junts e ottenere i sette voti che gli mancano per avere la maggioranza. Ma mentre a Barcellona l’Erc scioglieva la riserva, a Bruxelles le cose si sono complicate. 

Il punto specifico su cui le parti rimangono lontane e che sta tenendo fermo il negoziato, riguarda i casi esclusi dai benefici della legge sull’amnistia. Junts ritiene insufficiente l’accordo tra ERC e i socialisti: in una lettera inviata alla direzione del partito, il segretario generale Turull squalifica l’accordo e dice che “non lasceremo a terra nessun soldato, non faremo un’amnistia per i VIP”.

I socialisti puntavano a chiudere l’intesa in settimana per varare immediatamente un disegno di legge da portare in Parlamento che aprisse la strada alla investitura di Sanchez. Ma i tempi rischiano dia llungarsi. Fonti di Junts citate dai media spagnoli ricordano che il limite legale entro cui Sanchez può presentarsi al Congresso scade il 27 novembre e questo lascia ancora spazio al dialogo.

“Abbiamo sempre detto che quando si ha a che fare con il sistema politico spagnolo tutte le precauzioni sono troppo poche”, ha twittato Carles Puigdemont. “Non cambieremo la prudenza e le precauzioni che abbiamo mantenuto fino ad ora, non importa quanto alcune decisioni siano frettolose”. Ma i socialisti premono. Alle domande dei giornalisti, il negoziatore del PSOE ha voluto essere cauto riguardo ai colloqui con Junts e ha spiegato che stanno mantenendo vivi i contatti sugli “ultimi dettagli” della norma gia’ chiusi con l’ERC.