Stampa e palazzo: le tensioni governo-partiti, M5s e Ucraina

AGI – Le fibrillazioni nella maggioranza sulla riforma del catasto, le posizioni dei partiti sul conflitto Russia-Ucraina e le tensioni interne al Movimento Cinque Stelle sul caso Petrocelli. Sono questi i temi che dominano le pagine politiche dei principali quotidiani oggi in edicola. 

Corriere della Sera

“La guerra ridisegna le priorità dei partiti”, scrive Massimo Franco. “Le scaramucce sul catasto sovrastate dai timori per la guerra russa in Ucraina. Dubbi sulle iniziative pacifiste di Salvini”. 
M5s, le tensioni su Petrocelli (e il suo viaggio in Russia). Conte: “lo vedrò a breve”. 
Salvini respinge gli attacchi: “Andiamo a sfilare a Kiev”. Il New York Times annovera il leghista tra i populisti e fan di Putin che ora cerca una via di uscita. Il leader presenta un sondaggio: l’89% è per la diplomazia.

La Repubblica

“Destra, sinistra e no Green Pass. Identikit dei putiniani d’Italia”. Studio della Columbia University. 
M5s, Conte non punirà Petrocelli. “Basta con la caccia alle streghe”. Impossibile per il leader cinquestelle comminare sanzioni in assenza di uno statuto. Il presidente della Commissione Esteri del Senato non si dimetterà. 
Intervista a Bersani: “Non mi piace la Ue solo con l’elmetto.

Si spinga sul negoziato. Kiev va difesa a oltranza però bisogna mettere in campo anche un’azione diplomatica. La Nato è una cosa diversa dall’Unione europea.
Intervista a Massimo D’Alema: “Dalle armi vendute alla Colombia non avrei preso un euro. A bogotà erano interessati a prodotti italiani e ho avvisato di questo Leonardo e Fincantieri, ma anche il vice ministro alla Difesa Mulè. Perchè ho parlato degli 80 milioni? Per spiegare ai colombiani che l’unico modo per avere denaro era chiudere l’affare. E’ una fandonia che facevo il mediatore. Chi ha registrato e diffuso quella telefonata voleva danneggiare le società italiane”.

LA STAMPA 

Draghi e i partiti, lotta continua. Ma il governo non può cedere ora. L’ultimatum di Palazzo alle forze politiche. telefonata tra il premier e il forzista Tajani. Si tenta la mediazione con i leghisti e anche l’ala governista del Carroccio ora prova a ricucire. 
Le motivazioni della Consulta che bocciato i tre quesiti: “Cannabis, eutanasia, giustizia: le ragioni del no ai referendum. I promotori: “Giudizi astratti”. Il ‘taccuino’ di Marcello Sorgi si sofferma sui referendum: “La strada per il quorum è in salita”. 
D’Alema e le armi ai colombiani: “Ho aiutato due imprese di Stato”. L’ex premier nel mirino per aver fatto da intermediario sulla vendita di mezzi militari.

Il Fatto Quotidiano

Catasto, il governo ricatta e la maggioranza si ribella. Lega e M5s contrari, ma Palazzo Chigi avverte: niente accordi al ribasso. E anche il Pd frena Draghi: dialogare.
Salvini si è scoperto pacifista: “Missione con Sant’Egidio e Caritas”. E viene subito smentito. 
Intervista al Costituzionalista Massimo Villone: “Armi, risoluzione discutibile. Adesso il Parlamento vigili”. 

Il Giornale

Le armi di D’Alema: affare da 4 miliardi. Ecco la sua rete “vicina” a Leonardo. L’ex premier sarebbe il mediatore di una fornitura con la Colombia. FdI e Iv chiedono chiarimenti. 
Letta corteggia i filo Mosca dell’Anpi (incontro a Roma). Salvini (dopo le polemiche) condanna Putin: “Ha aggredito”.
Il caos nel Movimento: Travaglio e Dibba, due schiaffi a Conte. Quello strano viaggio a Mosca del 5S”. Il “Fatto” e l’ex onorevole scaricano il ‘leader guerrafondaio’. Le relazioni di Petrocelli con l’omologo parlamentare russo. 

Libero

Sul Catasto il governo minaccia la crisi. La viceministra Guerra avverte la maggioranza: con il no all’articolo 6 l’esecutivo cade. L’incubo di nuove tasse sulla casa.
Eutanasia, Pd-M5s contro il centrodestra. E la prossima settimana ricomincia l’iter sulla cannabis. 

Avvenire

Sul Catasto ultimatum di Draghi: sì alla riforma o il governo finisce. lega e Fdi per lo stralcio, irritazione anche in FI e in M5s per il “ricatto”. pontieri al lavoro: sì al testo senza aumento tasse.
Morte assistita, l’iter rallenta. Nuovo rinvio. Bocciati gli emendamenti del centrodestra, che però moltiplica gli interventi e allunga i tempi.