Sulla manovra Draghi vede i sindacati. Due miliardi per taglio bollette e decontribuzione una tantum

AGI – Il confronto tra il governo e i sindacati sulla manovra vede ancora un altro passaggio: nella giornata di venerdì 3 dicembre si terrà un Consiglio dei ministri che metterà a punto l’emendamento del governo alla legge di bilancio sulla ripartizione degli 8 miliardi di euro stanziati per il taglio delle tasse. L’85% dei 7 miliardi per l’intervento sull’Irpef appare destinato a fasce di reddito al di sotto di 50 mila euro.

Prima del Consiglio dei ministri, il premier Draghi riferirà ai leader di Cgil, Cisl e Uil se è stato possibile accogliere alcune delle loro richieste. Nella giornata di oggi, giovedì 2 dicembre, sono stati messi sul tavolo 2 miliardi, che proverrebbero dal meccanismo del saldo-acconto fiscale; 1,5 miliardi andranno ad una decontribuzione una tantum per lavoratori dipendenti con fasce di reddito sotto i 47 mila euro e 500 mila per rafforzare il fondo di compensazione finalizzato a fronteggiare il caro bollette. Il governo ha inoltre dato la disponibilità ad aumentare la no tax area per i pensionati a 8.500 euro.

Misure che sono state accolte positivamente dal segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, ma che hanno lasciato più tiepidi i leader di Cgil e Uil. Tutti comunque hanno dichiarato che aspetteranno domani per compiere una valutazione.

Maurizio Landini ha avvertito che “se su pensioni, fisco e precarietà le cose rimarranno come adesso, il giudizio è di insufficienza e sarà necessario proseguire le mobilitazioni e valutare insieme quali iniziative mettere in campo”.

Bombardieri ha segnalato che restano penalizzate le classi economiche tra zero e 26 mila euro E che mancano risposte su giovani e previdenza, ed ha assicurato che dopo il Cdm, in assenza di elementi positivi, le organizzazioni sindacali “risponderanno a loro volta”.