Sull’aumento delle spese militari Conte non molla: “Vogliono schiacciarci”

AGI – Il giorno dopo il duro confronto sull’aumento delle spese militari con il premier Draghi, il presidente M5s Conte mantiene il punto. “M5s continuerà a lavorare non per la crisi di governo ma nell’interesse dei cittadini e per offrire soluzioni di buonsenso”, la premessa.

L’ex premier ha incontrato i senatori del Movimento 5 stelle per arrivare ad una posizione comune in vista dell’approdo, previsto nel pomeriggio, del dl Ucraina nell’Aula di palazzo Madama. Conte due giorni fa ha ottenuto il 94% dei consensi dalla piattaforma per riprendersi la leadership. Il prossimo passaggio dovrebbe essere la convocazione di un consiglio nazionale ma intanto l’obiettivo è compattare i gruppi sulla posizione riguardo i fondi da destinare alla Difesa.

Il governo dovrebbe mettere la fiducia, blindando il provvedimento decadrebbero tutti gli ordini del giorno e gli emendamenti. Ma in ogni caso il tema delle spese militari resta un dossier aperto. Sia perché nel Def che l’esecutivo presenterà la prossima settimana dovrebbe esserci un riferimento all’aumento progressivo della spesa, sia perché l’opposizione prepara altre trappole. Alla Camera, per esempio, c’è una proposta di legge sui sindacati militari, ma ci potranno essere anche altre occasioni nelle quali la maggioranza potrebbe andare in tilt.

“Su 30 membri Nato solo 10 hanno rispettato il 2%”, ha osservato Conte. “Noi rispettiamo gli impegni internazionali, non li ho mai messi in dubbio, ma se questa curva la definiamo al 2030 definiamo un percorso di sostenibilità che fra alleati è comprensibile”. La tensione resta alta, insomma.

“Ci è stato detto che scostamenti di bilancio non si possono fare. A meno che non si faccia lo scostamento di bilancio per gli armamenti”. Il problema, argomenta Conte, è che “c’è un boom di mancati pagamenti del 15 per cento da famiglie e piccole imprese che non hanno pagato luce e gas a febbraio”.

Per l’ex presidente del Consiglio, quindi, sono altre le priorità. “Fra poco – ha osservato questa mattina – diventeremo tutti esperti di aerei da combattimento ma ci allontaneremmo anche da quella che è una prospettiva che riguarda tutti i cittadini, l’interesse nazionale. Ci sono filiere produttive che non hanno più materia prima, che fra un po’ si fermeranno perché non arriva la ghisa, non c’è più l’alluminio, il nickel, persino la betulla, che arrivava dall’Ucraina, o i cerali”.

L’ex premier taglia corto: “Quando il M5s pone un problema è per fare crisi governo… questo è l’angolo a cui ci mette il main stream”. Ed ancora: “Il M5s ha posto un problema e quando il M5S pone un problema vuol dire che vuole la crisi di governo, questo è l’angolo nel quale vogliono schiacciarci”.

“Non intendiamo fare passi indietro”, il ‘refrain’. Fonti del Movimento 5 stelle hanno fatto rimarcare che con Conte le spese militari sono aumentate di un miliardo l’anno, mentre con il target 2024 si arriva a +6. “È curiosa e davvero straordinaria la dovizia di particolari con cui ‘fonti di palazzo Chigi’ hanno ricostruito la spesa militare italiana. La stessa meticolosità – la tesi – andrebbe usata per dare notizia del previsto incremento delle spese militari per gli anni 2023 e 2024”.