Sulle strade italiane ogni 32 ore viene investito e ucciso un pedone

AGI – Sulle strade italiane dal 1 gennaio al 31 dicembre 2021 sono morti 271 pedoni, 75 donne e 196 uomini: una media di 22 al mese, uno ogni 32 ore. Nel 2020, anno segnato dal lockdown, i pedoni morti erano stati 240. Sono le stime preliminari elaborate dall'”Osservatorio Pedoni” dell’Asaps, Associazione sostenitori e amici polizia stradale: si tratta di dati che “non comprendono i decessi avvenuti in ospedali a distanza di tempo – spiegano gli autori del report – E sulla scorta di quanto rilevato negli anni passati a questa stima preliminare occorrerà aggiungere un percentuale tra il 30% e il 35% di feriti gravi, deceduti nelle terapie intensive degli ospedali”.

Nel 2020, alla fine i pedoni morti risultarono 409. Nell’anno nero 2002, prima dell’introduzione della patente a punti, furono 1.226.

Mesi a rischio

Il numero più elevato di decessi è avvenuto ad agosto, con ben 29 decessi, seguito da dicembre con 28 pedoni morti. Nel gennaio 2020 era avvenuta la strage di pedoni in provincia di Bolzano, a Lutago, con sette giovani vite spezzate, a causa di un automobilista 27enne, ubriaco con un tasso alcolemico superiore 4 volte oltre al limite, che non ha avuto ancora una condanna in tribunale, mentre l’assicurazione ha offerto 10 milioni di euro ai coinvolti.

Il mese con il minor numero di decessi è stato aprile con 18, il mese delle riaperture dopo il lockdown più morbido. Con la quasi totale riapertura di attività commerciali ed imprenditoriali dopo l’emergenza “coronavirus”, si è tornati a numeri ordinari che hanno inciso sulla sicurezza stradale, con ben 103 decessi nel terzo quadrimestre del 2021.

“Pirati” in aumento

Dei 271 pedoni deceduti – 239 italiani e 32 stranieri – emerge che ben 11 avevano meno di 18 anni (il più piccolo solo 18 mesi, investito dall’auto del padre). Ma è tra gli ultra65enni che si eècontata una vera strage, con 133 decessi, di cui 59 oltre gli 80 anni, e un 96enne ucciso sulle strisce pedonali.

In pratica chi esce di casa ed ha più di 65 anni e va a piedi ha un rischio altissimo di essere investito rispetto ai più giovani, con il 50% dei casi individuati dall'”Osservatorio Pedoni” nel 2021. In 12 casi i pedoni sono stati investiti mentre andavano a gettare la spazzatura, soprattutto nelle ore serali e notturne: in 5 casi addirittura dagli stessi camion della raccolta rifiuti.

Cause accertate

Premesso che solo dopo accertamenti sanitari urgenti molti automobilisti risultano alterati alla guida, nei 271 decessi della stima preliminare anno 2021, si è accertato che in 12 casi il conducente investitore era ubriaco e 5 volte aveva assunto stupefacenti: in ben 49 sinistri il conducente è fuggito (rispetto ai 33 casi accertati nel 2020), lasciando la vittima a terra esanime, senza prestare soccorso, nonostante l’inasprimento delle sanzioni penali, aggravate dalla legge sull’omicidio stradale.

Secondo l’Asaps, “ogni 5 incidenti mortali con pedoni, uno è provocato da un ‘pirata della strada'”. Grazie ad indagini tecnologiche, potenziamento della videosorveglianza e utili testimonianze, nel 75% dei casi questi soggetti vengono individuati dagli organi di polizia stradale ed assicurati alla giustizia, con processi anche più rapidi rispetto al passato.

Distratti alla guida

Oltre alla pirateria in aumento, preoccupa l’incidenza di sinistri provocati dalla guida distratta: Asaps riconduce almeno il 20% dei decessi a tale causa, spesso provocata dalla “sbornia del terzo millennio”, cioè l’uso indiscriminato del cellulare alla guida, soprattutto nella messaggistica istantanea e nelle dirette sui social network. L’associazione da anni sollecita l’inasprimento delle sanzioni amministrative per l’uso del cellulare alla guida, con la sospensione della patente alla prima violazione, e chiede con forza che tale comportamento sia inserito nelle aggravanti specifiche dei reati di lesioni personali stradali e omicidio stradale.

Lazio e Veneto ‘maglie nere’

Le Regioni più a rischio per i pedoni sono il Lazio ed il Veneto con 37 pedoni morti ciascuna, seguite dalla Lombardia e dall’Emilia Romagna con 29 morti. Seguono la Toscana con 19 e la Campania con 18, la Puglia con 16, il Piemonte con 13. In fondo alla classifica con il minor numero di pedoni deceduti, la Basilicata con 2, la Provincia Autonoma di Bolzano e il Molise con un decesso e la Valle d’Aosta senza pedoni che hanno perso la vita sulle strade valdostane.

Sinistri plurimortali

L’anno scorso sono stati due i sinistri con 2 vittime, in calo rispetto ai sette episodi del 2020. Episodi incredibili poi sono avvenuti con un caso in cui il guidatore era minorenne e privo di patente, e ben tre casi di investimenti nei garage di casa con l’auto non correttamente fermata che ha ucciso i proprietari.

Ricoveri in codice rosso

Asaps ha calcolato in 1.011 i casi, in netto aumento rispetto al 2020, in cui il pedone è stato ricoverato in codice rosso presso le rianimazioni e i reparti di terapie intensive, oberati di casi legati al Covid-19, dove poi alcuni hanno perso la vita, mentre altri sono stati salvati dai sanitari ma menomati a vita, con un costo sociale di molti milioni di euro.

Veicoli investitori

Come in una guerra sulle strade, anche i mezzi più ecologici come le biciclette e i monopattini possono provocare vittime tra i pedoni. Nell’anno 2021 la maggior parte degli investitori era alla guida di autovetture, ma in 43 casi guidavano autocarri, in 12 casi eramo alla guida di motocicli, in 3 casi di autobus, ma anche di una ruspa, di una microcar, di una bicicletta come avvenuto a Scandicci nei confronti di un 86enne e i due casi di Milano e Cesena dove a morire sono stati due anziani investiti da monopattini.

Nel 2021 sono stati ben 7 i decessi di operai al lavoro nei cantieri e due di agenti della Polizia stradale investiti durante il servizio.