Tajani in Olanda, missione di diplomazia economica 

AGI – Nuova missione nel segno della diplomazia economica per il ministro degli Esteri Antonio Tajani, volato a Rotterdam per partecipare al business forum italo-olandese organizzato nell’ambito del tavolo di dialogo Vanvitelli.

Un’occasione per sostenere le tante aziende italiane che già operano nel mercato olandese ma anche mettere l’accento sulle potenzialità ancora inespresse nei rapporti commerciali tra i due Paesi, che nel 2022 hanno registrato un forte aumento dell’interscambio (+27%), arrivato a toccare 55 miliardi di euro.

A Rotterdam il titolare della Farnesina ha incontrato l‘omologo olandese, Wopke Hoekstra, con il quale ha discusso temi di comune interesse, sia in ambito bilaterale che internazionale, riscontrando “molte convergenze”: si va dal desiderio di rafforzare la collaborazione industriale e l’export, nel solco della diplomazia della crescita perseguita dal governo, alla comune lotta al crimine organizzato, alla questione migratoria – sulla quale Tajani ha trovato “orecchie molte attente” e un “dialogo partito con il piede giusto” – fino al sostegno all’Ucraina, dossier sul quale “c’e’ una perfetta sintonia”, ha notato il capo della diplomazia.

“Per l’Italia favorire l’export significa anche combattere il debito pubblico, l’Europa è un grande mercato interno e dobbiamo puntarci ancora di più”, ha proseguito il titolare della Farnesina, mirando alle nuove opportunità di collaborazione nei settori più innovativi e ad alto contenuto tecnologico.

I Paesi Bassi sono il principale investitore estero in Italia, il sesto partner commerciale in assoluto del Bel Paese mentre l’Italia è il settimo partner olandese, dopo Germania, Belgio, Francia, Usa, Regno Unito e Norvegia. Le imprese italiane sono attive in diversi comparti tra cui farmaceutico, manifatturiero, biomedicale, e molto rilevante è il loro apporto al tessuto produttivo locale, con 5,7 miliardi di euro di fatturato.

 Oltre 50 le aziende che hanno partecipato al business forum, insieme a molte altre collegate in streaming. Una folta presenza che ha lanciato “un segnale molto forte” in uno scenario segnato da “interesse, fiducia, fermento”, come ha sottolineato Matteo Zoppas, presidente dell’Ice, secondo il quale “piano piano si sta rivedendo la fine del tunnel dopo il Covid e l’onda lunga del Covid”.

“I settori che trainano di più, da parte italiana, sono aerospazio, chimica, farmaceutica e semiconduttori” mentre per quanto riguarda l’alimentare c’e’ “un gap che dobbiamo colmare”.

Italia e Olanda sono “due Paesi di grande tradizione europeista, tra i fondatori dell’Ue, un minimo comune denominatore che ci permette di lavorare meglio, e anche dove non c’e’ una perfetta sintonia cercheremo di trovare delle convergenze”, ha assicurato Tajani, ricordando quanto sia “cruciale l’export” e la “cooperazione nel settore industriale” che va rafforzata.

Gli ha fatto eco Hoekstra, che ha citato la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo scorso novembre e l’incontro del presidente del Consiglio Giorgia Meloni con il premier olandese Mark Rutte a marzo, così come la visita odierna di Tajani per parlare della “straordinaria amicizia” tra le due nazioni: “Sono molte di più le cose in comune sulle quali vogliamo costruire di quelle che ci dividono nelle nostre relazioni bilaterali, che sono eccezionalmente forti”.

Sul tavolo ci sono i rapporti commerciali da rafforzare – in settori come “agricoltura, innovazione e industria” – ma anche i dossier internazionali sui quali Roma e L’Aja “sono allineati”: dalla lotta al crimine organizzato – sulla quale l’Olanda “può imparare” dall’esperienza italiana – all'”aiuto all’Ucraina contro l’aggressione russa”.

C’e’ poi la crisi migratoria, “un problema comune” sul quale da parte olandese “c’e’ sicuramente comprensione e non chiusura rispetto alle istanze italiane”, ha sottolineato Tajani, ricordando che i Paesi Bassi hanno a che fare con un’immigrazione secondaria mentre per l’Italia si tratta dell’impatto diretto sui propri confini: “Dobbiamo garantire la tutela delle frontiere esterne, se non si blocca l’immigrazione primaria non si risolve quella secondaria, dobbiamo insistere per avere il coinvolgimento di tutta l’Ue”, ha ribadito il titolare della Farnesina.

L’obiettivo resta trovare “buone soluzioni comuni”, consapevoli della necessità di una “strategia a medio e lungo termine in Africa” (vedi il Piano Marshall e il Piano Mattei più volte citati da Roma) e di una “indispensabile solidarietà” europea verso “l’Italia che non può affrontare l’emergenza da sola” alla luce di una “situazione che rischia di peggiorare di giorno in giorno”.

A preoccupare, il nuovo fronte aperto dalla crisi in Sudan così come i contraccolpi nel Continente africano se si blocca il corridoio verde che permette l’export del grano ucraino attraverso il Mar Nero.