Ucraina e Russia firmano l’accordo sul grano. Draghi: “Primo passo per la pace, ottima notizia per comunità internazionale”

AGI – Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres hanno aperto la cerimonia delle firme che ha sancito l’intesa per il passaggio sicuro di decine di milioni di tonnellate di grano attraverso il mar Nero, bloccate da 5 mesi nei porti ucraini a causa della guerra.

Per arrivare all’accordo è stato necessario un lavoro “intenso e arduo”, come ha ricordato Erdogan, che ha riconosciuto e ringraziato gli sforzi di tutte le parti.

Che non sia stato un accordo facile è stato sottolineato dalla delegazione ucraina quando ha specificato che nessun accordo è stato firmato con la Russia, ma con Turchia e Nazioni Unite.

I firmatari dei due Paesi in guerra, il ministro della Difesa russo Serghei Shoygu e il ministro delle infrastrutture ucraino Aleksandr Kubrakov hanno evitato di sedersi allo stesso tavolo per apporre le firme.

Ma in che cosa consiste precisamente l’accordo e quali condizioni contiene? Innanzitutto va sottolineato che ha una durata di 3 mesi e riguarda al momento il grano fermo nei silos dei porti ucraini di Odessa, Chernomorsk e Yuzhny.

Una condizione resa nota già la scorsa settimana riguarda la costituzione di un centro di coordinamento a Istanbul, in cui rappresentanti di Russia, Ucraina e ovviamente Turchia e ONU monitoreranno il passaggio delle navi attraverso un tragitto libero dalle mine che infestano il Mar Nero e controlleranno il rispetto dell’accordo.

Non vi saranno scorte da parte di navi militari. Questo si è reso necessario sia per la natura umanitaria dell’intesa, sia perché la presenza di navi militari avrebbe creato problemi sia per Russia che Ucraina. – Ancora, non vi sarà sminamento: anche questa condizione era già nota, in quanto era stata imposta da Kiev sin dall’inizio del negoziato nel timore che la Russia ne potesse approfittare per colpire i porti, sopratutto Odessa.

L’accordo contiene la garanzia reciproca che non vi saranno attacchi alle navi e non vi saranno operazioni militari durante le operazioni di carico e trasporto.

La garanzia è estesa ovviamente alle circa 80 navi che dai porti di Pivdenny e Chirnomorsk partiranno per caricare il grano seguendo alcune imbarcazioni che fungeranno da apripista in un tragitto sicuro.

Sono previste tre diverse rotte in uscita dai porti di Odessa, Chernomorsk e Yuzhny che poi convergeranno in un unico tragitto nella rotta verso Istanbul.

Le navi fermeranno a Istanbul, dove scaricheranno le derrate per poi tornare indietro, previo via libera che sarà dato dopo un’ispezione mirata a controllare che non portino armi in Ucraina, una condizione voluta dalla Russia.

Mosca non ha voluto l’invio di ulteriori navi provenienti da altri porti, proprio nel timore che potessero trasportare armi.

Un’altra garanzia richiesta e ottenuta dalla Russia riguarda la sicurezza delle proprie navi che transitano attraverso il Mar Nero per motivi commerciali e trasportano frumento e fertilizzante.

Alla fine è stata accettata, ma Kiev ha chiesto e ottenuto che le navi russe non passino attraverso le proprie acque.

Si tratta del risultato di un negoziato di due mesi, di un’intesa che Guterres ha definito ‘un pacchetto’, che non si sarebbe raggiunto senza l’insistenza di Erdogan.

Il presidente turco ha fatto valere i buoni raporti sia con Mosca che con Kiev, ma sopratutto la posizione della Turchia, Paese guardiano degli stretti del Bosforo e dei Dardanelli che costituiscono il passaggio obbligato dal Mar Nero verso il Mediterraneo.