Ue-Africa: Francia e Italia unite per rinnovare il partenariato

AGI –  “Francia e Italia lavorano a stretto contatto per rinnovare il partenariato tra l’Unione europea e l’Unione africana. Sarà questa la posta in gioco al vertice di Bruxelles del 17-18 febbraio”: lo ha detto Christian Masset, Ambasciatore di Francia in Italia, in apertura di un incontro preparatorio tenutosi a Palazzo Farnese, a Roma.

Il vertice della prossima settimana rappresenterà uno dei momenti salienti della presidenza di turno francese del Consiglio dell’Unione europea, che sul versante della politica estera comune sarà incentrata sul libro bianco della diplomazia e della difesa – adottato il prossimo 24-25 marzo – e sulla necessità di rifondare la partnership con l’Africa, allacciando relazioni di buon vicinato e prosperità.  

“L’Italia è un attore sempre più presente ed importante in Africa. Per questo motivo abbiamo organizzato questo momento di scambio qui a Roma, per giunta sede delle grandi istituzioni multilaterali che hanno un ruolo decisivo su temi quali agricoltura e cibo” ha proseguito il diplomatico francese. Al vertice di Bruxelles, la Francia e l’Italia assieme al Senegal – presidente di turno dell’Unione africana – co-presiederanno un tavolo sugli investimenti per lo sviluppo del continente. L’ambasciatore Masset ha poi sottolineato l’importanza del multilateralismo, cui “Ue e Ua sono molto attaccate” oltre alla necessità di “trovare e rafforzare soluzioni africane per risolvere i problemi africani”.  

Al centro dell’impegno congiunto teso a rinnovare il partenariato tra i due continenti c’è la costruzione di una prosperità durevole  in questa fase di ripresa post-Covid, crescita verde nel rispetto degli accordi di Parigi, lotta ai cambiamenti climatici, nuovi modelli di agricoltura, sicurezza alimentare, potenziamento dei sistemi sanitari africani, investimenti in infrastrutture e digitalizzazione, lotta ai traffici umani, mobilità dei giovani africani verso l’Ue, lotta al terrorismo, creazione di un’architettura di pace e sicurezza condivisa tra Europa e Africa.  

L’ambasciatore francese ha fatto riferimento alla preziosa eredità del defunto presidente dell’Europarlamento, David Sassoli, che ricordava che “la libertà è la figlia della giustizia”.

La viceministra degli Esteri, Marina Sereni ha affermato che l’Africa rappresenta un’area di assoluta priorità per l’Italia, sottolineando la “costante sintonia con la Francia, nel solco del trattato del Quirinale, a lavorare a più stretto contatto per valorizzare e rafforzare il partenariato euro-africano, in un momento di svolta come questo”. Su questo versante la viceministra ha ricordato il documento di policy strategica “Il partenariato con l’Africa”, presentato dal ministro Luigi Di Maio nel dicembre 2020, la recente presidenza italiana del G20 e la terza edizione della Conferenza ministeriale Italia-Africa dello scorso 7-8 ottobre a Roma.

“L’impegno italiano è strutturato su un partenariato paritario, motivo per cui dobbiamo saper ascoltare il pensiero africano, dialogare con la società civile e lavorare tutti insieme per forgiare una nuova alleanza atta ad affrontare le sfide globali” ha dichiarato Sereni.

Tra le azioni prioritarie citate dalla viceministra c’è l’obiettivo di uno sviluppo sostenibile ed inclusivo, che garantisca benessere anche ai gruppi più vulnerabili, il potenziamento del settore agro-industriale africano, la creazione di un sistema sanitario robusto, la realizzazione di infrastrutture capillari ed efficienti, la digitalizzazione del continente oltre al rafforzamento di Stati di diritto accompagnandone i processi di transizione democratica e la sicurezza.

“Ancora oggi l’80% degli africani non ha ricevuto nemmeno una dose di vaccino anti-Covid, ma l’obiettivo è quello di arrivare al 70% di vaccinati entro il primo semestre 2022 – ha insistito Sereni –. Una sfida che implica uno scambio di know how e tecnologie per creare un’infrastruttura produttiva di vaccini sul continente e un sistema più resiliente per affrontare future pandemie”. In conclusione la viceministra degli Esteri ha riferito della “grande attesa nella cooperazione italiana” da parte dei partner africani, che ha come pilastro l’approccio “people to people”, mettendo le persone al centro.   

L’Unione europea è la regione che ha messo a disposizione dell’Africa il più grande numero di vaccini attraverso il programma Covax Facility, promosso dall’Onu. Sul versante della costruzione di infrastrutture di qualità, lo scorso 1 dicembre l’Unione europea – primo donatore e primo investitore in Africa – ha lanciato un maxi piano di investimenti, il Global Gateway.