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Un piccolo rettile per una grande scoperta

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Nella foto, in senso orario: B.Minima from NosyBe, coppia di B. nana from DrMark e D_Scherz, B. Minima Tubercolata from MarkScherz. Il fumetto è tratto da greenhumor.com

Il rettile più piccolo al mondo vive nel nord dell’Isola del Madagascar, nel Parco nazionale Montagne d’Ambre, una delle aree protette più interessanti da esplorare. Una zona ricchissima di biodiversità e di numerose specie endemiche, dove la Brookesia nana – minuscolo camaleonte con genitali molto grandi – può cambiare il nostro modo di comprendere il mondo.

 

Questa storia incomincia nel 2012, quando una spedizione di ricercatori tedeschi e malgasci cattura, sul massiccio del Sorata, due esemplari di camaleonti miniaturizzati, sono un maschio e una femmina. La femmina ha un corpo lungo 19 millimetri (29 mm se si considera anche la coda) ed è più grande del maschio che misura appena 13,5 millimetri (22 mm con la coda). Il dimorfismo sessuale – ovvero la differenza, dal greco “due forme”, morfologica fra individui appartenenti alla medesima specie ma di sesso differente – causa in questi piccoli animali un curioso fenomeno: i genitali del maschio, per poter essere compatibili con le dimensioni della femmina, sono sproporzionatamente grandi, arrivando fino a 2,5 millimetri di lunghezza.

Una nuova specie ‘micro’

La nuova specie, identificata come Brookesia nana, o con l’abbreviazione B. nana, è così piccola che si pensa possa sopravvivere nutrendosi di acari e di collemboli che trova a terra nei detriti fogliari.

Le recenti scoperte di specie nane di camaleonte rappresentano casi eclatanti di miniaturizzazione e microendemismo e suggeriscono la possibilità di un rapporto grandezza-dimensione corporea nei rettili del Madagascar. La miniaturizzazione, argomento importante nella ricerca evolutiva, consiste in un processo evolutivo di progressiva riduzione delle dimensioni corporee di alcuni animali che ha conseguenze per la biologia dell’organismo.

La ricerca è guidata da Frank Glaw, erpetologo del Bavarian State Collection of Zoology di Monaco e i risultati sono pubblicati da fine gennaio sulla rivista Nature nell’articolo Extreme miniaturization of a new amniote vertebrate and insights into the evolution of genital size in chameleons (a cura di Frank Glaw, Jörn Köhler, Oliver Hawlitschek, Fanomezana M. Ratsoavina, Andolalao Rakotoarison, Mark D. Scherz & Miguel Vences).

Camaleonti, ovvero leoni di terra

I camaleonti (appartenenti alla famiglia Chamaeleonidae Rafinesque,1815) sono un clade distintivo e altamente specializzato di lucertole native del Vecchio Mondo. Il nome del camaleonte viene dal greco χαμαιλέων, poi tradotto in latino come chamaeleon. Il significato letterale di questo appellativo è “leone di terra” oppure “leone nano”.
Quando pensiamo a un camaleonte pensiamo a animali estremamente colorati e appariscenti, famosi per il loro cambiamento di colore, lunghe code prensili, lunghe lingue retrattili, occhi bizzarri in grado di ruotare indipendentemente l’uno dall’altro offrendo una visione stereoscopica all’animale. Alcuni come il Furcifer Pardalis (camaleonte pantera) o il Chamaeleo Calyptratus (camaleonte velato) sono addirittura disponibili in commercio come animali domestici, ma la natura non è mai banale e riserva scoperte incredibili. Esistono infatti Camaleonti molto diversi ma soprattutto molto più piccoli, senza code prensili e con un limitato cambio di colore.

La specie più piccola

La ricerca ha portato all’individuazione del sottogenere Evoluticauda per il clade di 13 specie estremamente piccole (camera-2112207 960 720 ) come la Brookesia tuberculata o la Brookesia minima. Sono i camaleonti “nani”, protagonisti di questa nostra storia. Oggi si conoscono dunque 13 specie di camaleonti in miniatura, dalla Brookesia perarmata (lunghezza modesta di circa 11 cm) alla Brookesia micra che con un adulto di lunghezza pari a 21,6 mm deteneva, fino a poco tempo fa, il primato di camaleonte più piccolo, assegnato oggi alla Brookesia nana.

Nella ricostruzione della distribuzione di questo gruppo di minuscoli camaleonti si evidenza che la maggior parte è “microendemica per piccole aree“. Lo conferma la distribuzione della Brookesia micralimitata a un isolotto molto piccolo che rappresenta un caso estremo di nanismo insulare. Quindi in questo territorio, ogni volta che si indaga una nuova area, ci sono buone possibilità di trovare una nuova specie.

Come si trova un camaleonte minuscolo?

“Con molta molta pratica”, spiega l’erpetologo Dr. Mark Scherz tra ben 21 post del suo profilo Twitter dedicati alla scoperta “perché sono dannatamente piccoli e nascosti, sia di notte che di giorno. Di notte sono appoggiati a fili d’erba e riflettono la luce delle torce. Durante il giorno è praticamente impossibile individuali. Ma il vero segreto è lavorare con esperti, il migliore in assoluto è Angeluc Razafimanantsoa, una guida del Parco nazionale Montagne d’Ambre che affianca la maggior parte delle spedizioni.
Angeluc e suo fratello Angelun da decenni lavorano con i ricercatori. A loro sono state dedicate nuove specie come la rana Stumpffia Angeluci, dedicata a Angeluc nel 2017 e lo scinco (lucertole appartenenti alla famiglia Scincidae) Pseudoacontias Angelorum dedicato a entrambi i fratelli nel 1995, dai due ricercatori Chris Raxworthy e Ron Nussbaum”.

Ma come si identifica un camaleonte? Trovato il camaleonte, occorre identificarlo. Il nanismo insulare fa si che la maggior parte delle aree abbia una sola specie di riferimento facilmente identificabile ma se si esplorano nuove aree il compito è più difficile ed è qui che entrano in gioco altri fattori come l’analisi dei genitali. In generale, gli emipeni rettili possono essere specie-specifici e quindi aiutano l’identificazione della specie, analogamente succede per coleotteri o molti altri artropodi. L‘analisi dei genitali (camera-2112207 960 720) della B. nana ha evidenziato immediatamente che si trattava di una nuova specie; mettendo in correlazione la dimensione del corpo con quella dei genitali è evidente che sia la B. tuberculata che B. nana hanno un emipene molto lungo. Lo studio comparativo della lunghezza genitale nei camaleonti malgasci ha rivelato una tendenza per i camaleonti più piccoli ad avere gli emipeni relativamente più grandi, e questo potrebbe essere una conseguenza di un dimorfismo delle dimensioni sessuali invertite, con maschi sostanzialmente più piccoli delle femmine nelle specie più piccole. L’ipotesi è che i maschi miniaturizzati possono aver bisogno di emipeni più grandi per consentire un migliore adattamento meccanico ai genitali femminili durante la copulazione. Studiando questi minuscoli camaleonti si comprende che le dimensioni del corpo sono in relazione alla distribuzione del corpo e come i vincoli agiscono sulle diverse parti del corpo. Con il processo di miniaturizzazione le parti del corpo possono modificarsi, ne è un altro esempio lo scarafaggio Corilofide Sericoderus che è diventato così piccolo che ha dovuto spostare il suo cervello nell’area del torace!

 

Fonte: immagini, mappe e grafici sono tratte da https://www.nature.com/articles/s41598-020-80955-1 

 

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    Un piccolo rettile per una grande scoperta ultima modifica: 2021-04-06T14:16:49+02:00 da Redazione Rete 7