Uno studio svela la vera impronta ecologica delle auto elettriche

AGI – I ricercatori dell’Università Politecnica di Madrid (UPM), hanno studiato il ciclo di vita di diversi tipi di auto in Spagna con l’obiettivo di quantificare i loro potenziali impatti ambientali e guidare le politiche pubbliche in grado di mitigarli.

Concentrandosi sui veicoli elettrici e ibridi, sottolineano gli studiosi, non bisogna commettere l’errore di pensare che il loro impatto ambientale sia pari a zero.

La realtà è che le auto elettriche trasferiscono i loro impatti ambientali agli impianti di generazione di energia elettrica e ad altre fasi del loro ciclo di vita come la produzione dell’auto stessa e della sua batteria e l’estrazione delle materie prime necessarie. Come sottolineano i ricercatori, “trasferire gli impatti ambientali delle auto in altre regioni e paesi può portare a maggiori impatti sugli ecosistemi nei paesi terzi e anche a maggiori rischi per i lavoratori e le loro comunità locali”.

L’analisi del ciclo di vita viene quindi utilizzata come strumento di misurazione, essendo in grado di includere diversi tipi di impatti ambientali come il potenziale per il cambiamento climatico o l’impronta di carbonio, la tossicità, il consumo di risorse minerarie, l’acidificazione, ecc.

I risultati dello studio mostrano anche che i veicoli devono essere confrontati considerando diversi tipi di impatti ambientali, e non solo la loro impronta di carbonio. In questo senso, i veicoli elettrici mostrano i maggiori impatti potenziali in termini di ecotossicità, tossicità umana e formazione di particelle, principalmente a causa della produzione del veicolo e della batteria.

Per quanto riguarda la loro impronta di carbonio, le auto elettriche sono una buona alternativa se vengono caricate con l’elettricità dell’attuale mix energetico spagnolo.

Tuttavia, la ricerca indica che le auto elettriche otterrebbero la massima riduzione dell’impronta di carbonio se l’86 per cento dell’elettricità fosse generata entro il 2050 da fonti non basate su combustibili fossili come l’energia solare, eolica, idroelettrica o nucleare.

“I vantaggi ambientali di ogni tipo di veicolo devono essere utilizzati per raggiungere un equilibrio e ridurre al minimo l’impatto complessivo che abbiamo sull’ambiente. Questo equilibrio è l’unico modo per garantire anche la sostenibilità di queste nuove forme di mobilità, che comportano maggiori consumi di risorse minerarie e nuove sfide in termini di riciclaggio dei veicoli”, concludono gli autori dello studio.