Vertice dei leader di maggioranza per chiudere sul nodo casa

AGI – Avrebbero dovuto parlare solo di premierato e sfiducia costruttiva, invece torneranno a confrontarsi anche sulla cedolare secca sugli affitti brevi e sulla possibilità di vendere gli immobili che hanno usufruito del superbonus. La maggioranza prova a ‘chiudere’ sulla Legge di bilancio, domani, nel vertice dei leader, convocato in origine da Giorgia Meloni per discutere del ‘pacchetto riforme’.

L’appuntamento con i vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, e il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, è fissato dopo le 16, a Palazzo Chigi. Gli sherpa stanno lavorando per trovare la fatidica ‘quadra’ sugli ultimissimi nodi, la manovra poi dovrebbe essere trasmessa in Parlamento già nella giornata di domani, come ha annunciato la presidente del Consiglio (la commissione Bilancio del Senato è stata pre-convocata per martedi’ alle 13.30, per l’apertura della sessione di Bilancio). All’incontro dovrebbe partecipare anche il capo politico di Noi moderati, Maurizio Lupi.

Per quanto riguarda il testo, resta confermato l’impianto del provvedimento circolato nei giorni scorsi. Si profila la conferma, anche nel 2024, di ‘Quota 103’ per andare in pensione anticipatamente (ovvero almeno 62 anni di età e 41 di contributi), con un assegno massimo attorno ai 2.200 euro. Accantonata quindi l’ipotesi ‘Quota 104′ come chiesto dalla Lega di Salvini. Resta confermato, invece, allo stato, l’innalzamento al 26%, rispetto all’attuale 21%, dell’aliquota della cedolare secca sulle locazioni brevi, contro cui si batte Forza Italia.

Noi proponiamo “un codice identificativo nazionale, attraverso il quale potremo tracciare tutti quelli che affittano un appartamento”, anticipa il portavoce di FI, Raffaele Nevi, il quale ribadisce che, per gli ‘azzurri’, “aumentare la cedolare secca è un errore” e “può incentivare il nero”, mentre il codice identificativo nazionale “in Grecia ha aumentato di 10 volte il gettito per quanto riguarda gli affitti brevi”. Alla vigilia del vertice permangono le tensioni. “Ci sono valori non negoziabili come l’aggressione fiscale sulla casa”, ammonisce il vicepresidente FI della Camera, Giorgio Mule’, in un’intervista alla Stampa.

Gli replica il capogruppo FdI alla Camera, Tommaso Foti: “Nessuno vuole aumentare le tasse sulla casa. La cedolare secca al 21%, prevista per locazioni a canone libero per chi decide di non usufruire della rivalutazione Istat dell’immobile, nessuno la tocca – scandisce – Non aumenteremo le tasse su prima e seconda casa, che è la platea più ampia degli italiani. Qui si parla solo di alzare al 26% – questa è l’ipotesi – la cedolare per affitti sotto i 30 giorni. E non può essere che si scateni un polverone su una cosa così marginale. Il governo Meloni può sventolare ‘bandiere’, se cosi’ vuole chiamarle, molto importanti: un miliardo di aiuti alle famiglie aggiuntivi alle tante misure come il taglio delle cuneo, la detassazione di fringe benefits e premi, l’aumento del congedo parentale, gli aiuti per gli asili nidi e moltissimo altro”.

Nell’ultima bozza, poi i pannolini e i seggiolini auto per bambini escono dalle categorie con l’Iva agevolata (al 22% su pannolini e seggiolini auto e al 10% sugli assorbenti). La norma inserita infatti sopprime i due gruppi di beni che erano assoggettati all’Iva agevolata al 5%, tra cui appunto gli assorbenti e i tamponi per la protezione dell’igiene femminile e le coppette mestruali femminili, il latte in polvere, i pannolini e i seggiolini auto per i bambini.

Ma gli assorbenti femminili e il latte in polvere vengono spostati tra i prodotti assoggettati all’Iva al 10%, mentre pannolini e seggiolini per bambini non vengono riassegnati, e dovrebbero tornare cosi’ all’aliquota ordinaria del 22%. Confermata la modifica, sempre stando al testo in circolazione, del paragrafo che ha acceso la contesa politica sulla possibilità di accesso da parte del fisco ai conti correnti dei cittadini morosi rispetto ai tributi.

Ora si parla di “cooperazione applicativa e degli strumenti informatici, per l’acquisizione di tutte le informazioni necessarie al predetto fine, da chiunque detenute” da parte dell’agente di riscossione per “assicurare la massima efficienza dell’attività di riscossione, semplificando e velocizzando”. Potrebbe variare anche la norma sull’esclusione dei titoli di Stato dal calcolo dell’Isee, nella determinazione dell’indicatore sarebbero espunti “fino al valore complessivo di 50.000 euro”.

Tra i provvedimenti contenuti nei testi di un centinaio di pagine circolati in settimana: il taglio del cuneo fiscale confermato per il 2024 per i redditi medio bassi, con due fasce di applicazione. Presenti anche sgravi fiscali fino a 3 mila euro per le madri con almeno 3 figli. E poi la riduzione da 90 a 70 euro del canone Rai. Il prezzo delle sigarette in salita di 10-12 centesimi a pacchetto.