Xi e Putin contro l’Occidente e le sanzioni

AGI – Il presidente cinese, Xi Jinping e il suo omologo russo, Vladimir Putin, criticano l’Occidente al summit dei Brics, e chiedono maggiore cooperazione ai Paesi membri della sigla che riunisce le economie emergenti di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. In un “momento critico” per la società umana, i Brics dimostrano “resilienza e vitalità” e ottengono “risultati positivi”, ha detto il presidente cinese, all’apertura del summit, ospitato in modalità virtuale dalla Cina, prima di ribadire i punti chiave dell’azione diplomatica di Pechino.

I Brics devono “abbandonare la mentalità da Guerra Fredda e di confronto tra gruppi, opporsi alle sanzioni unilaterali e all’abuso delle sanzioni per superare l’egemonia e le piccole cerchie”, ha detto Xi in un messaggio indiretto agli Stati Uniti, e pronunciato a pochi giorni dai vertici del G7 e della Nato di settimana prossima.

Il summit ha riportato Putin a dialogare con leader internazionali dopo l’invasione dell’Ucraina e appare rinsaldare la partnership “senza limiti” con Xi, con cui il leader del Cremlino condivide le critiche all’Occidente. Nel suo intervento, Putin ha puntato il dito contro alcuni Paesi che, con l’aiuto di meccanismi finanziari, “diffondono i loro errori di macroeconomia al mondo”.

Il ruolo dei Brics, ha scandito Putin nel suo intervento, “è ora richiesto per costruire un mondo multipolare”.

I Paesi della sigla devono “prevenire rischi e sfide dello sviluppo globale”, ha aggiunto Xi: il presidente cinese ha citato espressamente la crisi innescata dalla pandemia di Covid-19 e la crisi ucraina, su cui i cinque Paesi – che non hanno condannato l’invasione dell’Ucraina, con la sola eccezione del Brasile, poi dettosi “neutrale” rispetto al conflitto – hanno espresso preoccupazione per i risvolti umanitari della guerra e sostegno ai colloqui tra Russia e Ucraina.

Le due crisi “si intrecciano e si sovrappongono”, provocando “disordini” alle catene industriali e di approvvigionamento globali, di cui risentono, in primo luogo, proprio le economie dei Paesi in via di Sviluppo, ha detto Xi. Uscire dall’attuale situazione, ha fatto eco Putin, è possibile “solo sulla base di una cooperazione onesta e reciprocamente vantaggiosa”.

A pesare sul clima del summit, per Pechino, è anche il “pericolo” derivante dall’espansione delle alleanze militari, un indiretto richiamo alla Nato, che la settimana prossima ospiterà al summit di Madrid anche Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda, invitati come partner.

Pechino – che da sola conta per il 70% della potenza economica dei Brics – critica l’Alleanza Atlantica per il tentativo di espandersi nell’Asia-Pacifico, e vede nel Quad, il gruppo formato da Stati Uniti, Giappone, India e Australia, uno strumento per cercare di contenere l’espansione a livello regionale della Cina.

La ricerca della “sicurezza assoluta”, come l’ha definita il presidente cinese, costringe altri Paesi a fare scelte di campo, e “se si lascia che questo slancio pericoloso si sviluppi, il mondo sarà più volatile”.