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Zecche in val di Susa, ecco i risultati della ricerca

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Un’importante ricerca documenta e monitora l’espansione delle zecche dure del genere Ixodes sul territorio dell’Alta Valle di Susa

Anche nel 2020, malgrado le difficoltà dovute alla pandemia, è proseguito il progetto “Distribuzione geografica di zecche ixodidae e di agenti patogeni emergenti trasmessi da zecche in Alta Val di Susa” condotto dalla Facoltà di Veterinaria dell’Università degli Studi di Torino in collaborazione con il personale di vigilanza del Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand, finanziato grazie al 5×1000 raccolto per la Ricerca Scientifica dei Parchi Alpi Cozie.

Una ricerca importante che documenta e monitora l’espansione delle zecche dure del genere Ixodes sul territorio dell’Alta Valle di Susa accompagnata da sempre più frequenti segnalazioni di patologie trasmesse come la Borreliosi di Lyme.

Quest’anno, alla tradizionale tecnica di campionamento del dragging, che consiste nel trascinare sul terreno un telo bianco per raccogliere le zecche sfruttando il loro tipico comportamento di rimanere in agguato sugli steli d’erba in attesa del passaggio di un ospite a cui aggrapparsi, si è aggiunta la tecnica del walking, che intercetta le zecche, soprattutto adulti, che si trovano più in alto e si attaccano direttamente agli indumenti dell’operatore che esegue il dragging (indossando un’apposita tuta bianca) e consente di meglio valutare la probabilità di contatto tra un visitatore e soggetti in cerca d’ospite.

Per approfondimenti e per i risultati del monitoraggio è possibile consultare la pagina dedicata sul sito dell’Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Cozie. 

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    Zecche in val di Susa, ecco i risultati della ricerca ultima modifica: 2021-01-08T11:48:16+01:00 da Redazione Rete 7